Un'importante operazione condotta dalla polizia penitenziaria ha portato al sequestro di sei smartphone di ultima generazione all'interno del reparto di alta sicurezza "Avellino" del carcere di Poggioreale, a Napoli. L'intervento, avvenuto il 16 settembre 2026, ha permesso di interrompere potenziali canali di comunicazione illecita, un'azione fondamentale per la sicurezza dell'istituto penitenziario.
L'Uspp, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria, ha espresso viva soddisfazione per l'esito dell'operazione, sottolineando come essa rappresenti una chiara conferma della professionalità e dell'incessante impegno degli agenti.
Il sindacato ha evidenziato che il sequestro di ciascun dispositivo mobile è un passo cruciale nel contrasto alla criminalità organizzata, specialmente in un contesto delicato come quello dei reparti di alta sicurezza, dove sono detenuti individui con legami con la malavita. L'obiettivo primario è quello di eliminare ogni collegamento non autorizzato con l'esterno, prevenendo così la possibilità di orchestrare ulteriori attività delittuose.
L'importanza del controllo e le sfide strutturali
Giuseppe Moretti, presidente dell'Uspp, e Ciro Auricchio, segretario regionale del sindacato, hanno rimarcato il significato operativo e strategico di questo sequestro. Hanno ribadito con forza che "ogni telefono sequestrato" costituisce un canale illecito sottratto alla criminalità organizzata, riaffermando il principio della legalità e la presenza dello Stato all'interno delle mura carcerarie, con particolare riferimento alle sezioni che ospitano detenuti di elevata pericolosità.
Nonostante il plauso per l'abnegazione e il senso del dovere dimostrati quotidianamente dagli agenti, Moretti e Auricchio hanno altresì posto l'accento sulle persistenti criticità strutturali che affliggono il sistema. Hanno dichiarato che "l'abnegazione della polizia penitenziaria da sola non basta" per fronteggiare efficacemente le complesse sfide operative. Il sindacato ha quindi sollecitato con urgenza la necessità di investimenti significativi in tecnologie avanzate, indispensabili per intercettare e neutralizzare efficacemente droni e telefoni cellulari introdotti illegalmente. Parallelamente, è stata denunciata una grave carenza di organico: a Poggioreale, secondo le stime fornite dall'Uspp, mancherebbero circa 200 agenti. Tale deficit di personale incide pesantemente sul lavoro quotidiano, rendendo più arduo garantire pienamente la legalità e la sicurezza all'interno dell'istituto penitenziario.