Il Dipartimento di Giustizia americano ha formalmente annunciato l’incriminazione di cinque individui, attualmente latitanti, nell’ambito di un’ampia indagine che ha rivelato l’esistenza di una rete strettamente collegata ai servizi d’intelligence russi. Le accuse, rese note a New York, delineano un quadro preoccupante di piani volti a compiere omicidi mirati sia negli Stati Uniti che in diversi Paesi europei che hanno espresso il loro sostegno all’Ucraina. L’inchiesta ha messo in luce anche tentativi di reclutamento o di pagamento di persone, sia sul suolo americano che altrove, per condurre attività di sorveglianza, eseguire omicidi su commissione e perpetrare atti terroristici contro infrastrutture civili e militari situate in nazioni europee considerate vicine all’Ucraina.

Tra le persone incriminate figurano Yuri Khrameev, Kirill Khrameev, Oemis Romagoza Durruthy, Yaidel Delgado Suarez e Angel Eduardo Castro. Tutti e cinque sono stati dichiarati irreperibili dalle autorità statunitensi. Gli atti giudiziari depositati descrivono una presunta partecipazione a questa rete, identificata come legata alla Federazione Russa, che avrebbe attivamente cercato individui disposti a effettuare sorveglianza preliminare e ad agire contro obiettivi specifici. Questi obiettivi sarebbero stati identificati come persone vicine all’Ucraina o come dissidenti russi.

Accuse formali e pene previste negli Stati Uniti

L’incriminazione formulata dal Dipartimento di Giustizia americano contesta a tutti e cinque gli imputati il reato di cospirazione per finanziare il terrorismo, un’accusa che comporta una pena massima di 20 anni di reclusione.

A Yuri Khrameev, Yaidel Delgado Suarez e Angel Eduardo Castro viene inoltre contestata l’accusa di cospirazione per omicidio su commissione, per la quale è prevista una pena massima di dieci anni di carcere. È fondamentale sottolineare che, secondo il sistema legale statunitense, gli imputati sono considerati innocenti fino a quando la loro colpevolezza non sarà provata oltre ogni ragionevole dubbio davanti a un tribunale.

I documenti giudiziari forniscono dettagli su un presunto tentativo avvenuto nell’estate del 2026. In quell’occasione, la rete avrebbe cercato di reclutare una persona negli Stati Uniti con l’obiettivo di sorvegliare e successivamente uccidere un importante dissidente russo che si riteneva risiedesse nel Paese.

Alla persona contattata sarebbero stati indicati specifici luoghi collegati all’obiettivo e sarebbe stata offerta una somma variabile tra i 1.000 e i 1.500 dollari per l’attività di sorveglianza preliminare. Successivamente, per l’esecuzione dell’omicidio, sarebbe stata proposta la somma di 40.000 dollari. Tuttavia, la proposta di procedere con l’assassinio sarebbe stata rifiutata dall’individuo reclutato.

La struttura e gli obiettivi della rete di intelligence

La rete, denominata negli atti giudiziari come RIS Network, sarebbe operativa almeno dal 2024. Le sue attività avrebbero avuto come principali obiettivi i dissidenti russi e le persone percepite come sostenitrici dell’Ucraina. L'operazione di intelligence russa avrebbe cercato di destabilizzare la sicurezza interna degli Stati Uniti e dei suoi alleati europei attraverso azioni clandestine e violente.

Il modus operandi della rete includeva l'identificazione di bersagli, la pianificazione di attacchi e il tentativo di reclutare agenti sul campo per eseguire le operazioni. L'ampiezza delle accuse suggerisce una strategia aggressiva e coordinata per minare gli interessi dei paesi che si oppongono alle politiche della Federazione Russa, in particolare in relazione al conflitto in Ucraina. La costante ricerca di individui disposti a collaborare per la sorveglianza e l'eliminazione fisica di obiettivi specifici evidenzia la determinazione della rete nel perseguire i propri scopi. Le autorità continuano le indagini per smantellare completamente questa organizzazione e assicurare alla giustizia tutti i responsabili.