A Pordenone è stato inaugurato, il 21 settembre 2026, un nuovo spazio pubblico dedicato alla memoria degli Internati Militari Italiani. Questo importante gesto civico onora gli oltre 600.000 soldati che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, rifiutarono fermamente l’adesione al nazifascismo e furono di conseguenza deportati nei lager nazisti. La cerimonia, di grande rilevanza storica e morale, è stata promossa congiuntamente dall’amministrazione comunale e dalla Prefettura, in occasione della Giornata nazionale degli internati militari. L'evento si è svolto nell’area verde adiacente al monumento ai deportati, situato nei giardini di piazza Maestri del Lavoro.

Il nuovo spazio, ufficialmente denominato Parco pubblico Internati Militari Italiani 1943-1945, arricchisce la toponomastica cittadina con un riferimento tangibile alla drammatica vicenda dei militari italiani internati nei campi di prigionia nazisti. Alla solenne cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili, militari e religiose, insieme ai familiari degli internati insigniti della medaglia d’onore e a una rappresentanza di studenti del Liceo Leopardi-Majorana, testimoniando l'ampia partecipazione e il profondo rispetto per l'iniziativa.

La targa commemorativa e i “600.000 NO”

Un elemento centrale del parco è la targa commemorativa, che riporta la significativa formula dei “600.000 'NO'”.

Questa espressione evoca il coraggioso rifiuto opposto dai militari italiani all’adesione al nazifascismo dopo l’8 settembre 1943. Il testo inciso sulla targa sottolinea come quel rifiuto rappresentò una scelta di resistere senza armi, un atto di profonda dignità compiuto anche a costo della deportazione, della sofferenza e, in molti casi, della morte nei lager nazisti.

Durante il suo intervento, il sindaco Alessandro Basso ha evidenziato il legame tra questa intitolazione e la memoria storica della città, inserendola nel più ampio percorso che condurrà Pordenone Capitale italiana della cultura 2027. Il sindaco ha ribadito la volontà di offrire un luogo stabile a questa memoria, affermando: “Restituiamo spazio alla storia, alla verità e alla cultura”.

Il ruolo di Comune e Prefettura nell'iniziativa

La realizzazione di questa iniziativa è frutto della collaborazione tra l’amministrazione comunale e la Prefettura. Il prefetto di Pordenone, Michele Lastella, ha ricordato il sacrificio dei giovani militari italiani che, con la loro scelta, rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò e al regime nazista. Il suo discorso ha posto l'accento sul valore della libertà di manifestare il proprio pensiero e sulla possibilità di decidere secondo coscienza, senza subire condizionamenti esterni. Nel corso della cerimonia, tra gli interventi, si è registrato anche quello dell’assessore Pietro Tropeano.