La Procura di Genova ha formalmente concluso le indagini preliminari a carico di Mohammad Hannoun, figura di spicco come attivista e presidente dell’Associazione palestinesi in Italia. Hannoun era stato arrestato il 27 dicembre 2025, con l'accusa di terrorismo, in un contesto investigativo che ipotizza presunti finanziamenti destinati ad Hamas. Questi fondi sarebbero stati veicolati attraverso una complessa rete di associazioni di beneficenza. L'avviso di conclusione delle indagini è stato notificato anche ad altri cinque indagati: Riyad Albustanji, Yaser Elasaly, Raed Dawoud, Adel Ibrahim Salameh Abu Rawwa e Khalil Abu Deiah.
Il procedimento giudiziario in questione coinvolge sei individui, facenti parte di un gruppo di sette presunti terroristi che erano stati posti in stato di detenzione nove mesi prima. Tra questi, i primi quattro – ovvero Mohammad Hannoun, Riyad Albustanji, Yaser Elasaly e Raed Dawoud – permangono tuttora detenuti in strutture carcerarie di alta sicurezza, situate a Terni, Rossano Calabro, Ferrara e Sassari. Le accuse contestate si concentrano principalmente sul presunto finanziamento del gruppo Hamas, che sarebbe avvenuto per mezzo di associazioni di beneficenza. Questo aspetto costituisce il fulcro dell'inchiesta avviata dalla Procura di Genova.
Sviluppi delle indagini e posizioni processuali
Il pubblico ministero Luca Monteverde e il procuratore aggiunto Marco Zocco, operando in sinergia con il procuratore capo Nicola Piacente, hanno proceduto a stralciare le posizioni di alcuni altri indagati dal fascicolo principale. L'obiettivo primario del procedimento giudiziario è pervenire alla richiesta di rinvio a giudizio per i quattro individui attualmente detenuti entro il termine ultimo di fine dicembre. Contestualmente, verrà avanzata la richiesta al giudice per il rinnovo della custodia cautelare in carcere. È cruciale notare che, qualora questo passaggio non dovesse concretizzarsi, per gli indagati in stato di detenzione scatterebbe automaticamente la scarcerazione, dovuta alla scadenza dei termini previsti dalla legge.
Sulle posizioni di Mohammad Hannoun, Riyad Albustanji, Yaser Elasaly e Raed Dawoud, pende attualmente un secondo ricorso presentato dai rispettivi difensori dinanzi alla Corte di Cassazione. La complessa vicenda processuale ha già visto un precedente e significativo intervento della Suprema Corte, la quale aveva in precedenza annullato con rinvio al Tribunale del Riesame l'ordinanza di arresto emessa a loro carico. In quella specifica fase, la Cassazione aveva richiesto una rivisitazione approfondita e complessiva dell'intero quadro probatorio. Tale richiesta includeva un'analisi puntuale delle cosiddette "fonti aperte" e l'acquisizione di elementi specifici volti a chiarire la consapevolezza degli indagati in merito alla finalità terroristica dei finanziamenti contestati.
Le decisioni del Riesame e le prossime udienze
A seguito del rinvio disposto dalla Suprema Corte, il Tribunale del Riesame aveva successivamente ribadito la propria decisione. Le nuove udienze, durante le quali i legali degli indagati presenteranno nuovamente istanza di scarcerazione, sono state fissate tra ottobre e nov