Giovanni Brusca, collaboratore di giustizia, ha deposto il 9 settembre 2026 a Firenze come testimone nel processo in corso contro Salvatore Baiardo. L'ex gelataio di Omegna, in provincia di Novara, è imputato di calunnia aggravata nei confronti del conduttore televisivo Massimo Giletti e dell'ex sindaco di Cesara, Giancarlo Ricca. Brusca, collegato da una località protetta, ha risposto alle domande del pubblico ministero Leopoldo De Gregorio, concentrandosi sui complessi rapporti intrattenuti da Cosa Nostra con la politica e ricostruendo le discussioni avute con Leoluca Bagarella dopo i sanguinosi attentati mafiosi del 1992 e del 1993.
Le dichiarazioni sulle stragi e l'ingresso in politica di Berlusconi
Durante la sua testimonianza, Brusca ha riferito che nel 1994, nei colloqui con Bagarella, si discuteva apertamente di come utilizzare gli attentati come un vero e proprio strumento politico. L'intento, secondo la sua ricostruzione, era quello di attribuire la colpa delle stragi del 1992 e 1993 alla sinistra, con l'obiettivo di favorire l'ingresso in politica di Silvio Berlusconi e orientarne il percorso. Brusca ha dichiarato esplicitamente: “nelle discussioni con Bagarella dicevamo di usarli come strumento politico”, sottolineando la chiara finalità politica attribuita agli eventi tragici.
Per stabilire un contatto diretto con Berlusconi, Brusca ha indicato Vittorio Mangano come la persona incaricata di ricevere un incarico specifico.
Ha aggiunto che Mangano avrebbe poi riferito di aver avuto un contatto, presumibilmente tramite Marcello Dell’Utri o attraverso altri canali. Da questo presunto passaggio sarebbe giunto un ringraziamento, accompagnato dall'impegno a fornire un aiuto quanto prima. Nella stessa parte della deposizione, Brusca ha anche parlato di una minaccia velata, riportando le parole: “Ci avrebbe dovuto dare una mano, altrimenti avremmo messo altre bombe”.
Il processo a Baiardo e gli altri dettagli della deposizione
Il procedimento giudiziario fiorentino, che vede al centro Salvatore Baiardo, si concentra sull'imputazione di calunnia aggravata nei confronti di Massimo Giletti e dell'ex sindaco di Cesara, Giancarlo Ricca.
Durante la sua deposizione, Brusca ha dichiarato di non essere a conoscenza di rapporti economici e patrimoniali di Berlusconi anteriori al 1993. Ha aggiunto di aver appreso solo in seguito, in modo generico e dai discorsi con altri boss, di investimenti di Berlusconi con ter.