A Ivrea è iniziato il processo per la strage di Brandizzo, dove morirono cinque operai. All'avvio, una delegazione della onlus “Il mondo che vorrei”, l'associazione dei familiari delle vittime di Viareggio, ha presenziato davanti al tribunale. La loro presenza ha assicurato vicinanza alle famiglie coinvolte, offrendo solidarietà, come anticipato nel sottotitolo.

La presidente, Daniela Rombi, ha motivato la partecipazione come gesto di sostegno. “Siamo qui per testimoniare la nostra vicinanza alle famiglie coinvolte”, ha dichiarato, aggiungendo che “devono sapere che non sono sole”.

Ha richiamato l'esperienza dell'associazione, che ha affrontato anni di udienze e un percorso giudiziario lungo dopo la tragedia di Viareggio. Questa esperienza, con 17 anni di udienze, le ha permesso di comprendere le complessità di un iter processuale difficile. L'associazione ha offerto il proprio supporto e la propria esperienza alle famiglie coinvolte nel processo di Ivrea.

Il presidio a Ivrea

La delegazione è partita da Viareggio alle 5 del mattino per raggiungere Ivrea. Il presidio si è svolto davanti al palazzo di giustizia, luogo dell'avvio del processo sulla strage di Brandizzo. La partecipazione dei familiari delle vittime di Viareggio ha rappresentato un concreto supporto alle famiglie interessate, mantenendo una presenza costante davanti al tribunale.

“Il mondo che vorrei”: scopi

L’associazione “Il mondo che vorrei” è formata dai familiari delle vittime del 29 giugno 2009 a Viareggio. Tra le sue attività principali vi è la diffusione di informazioni sulla sicurezza delle merci pericolose e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. L’associazione persegue inoltre l’accertamento delle responsabilità penali, civili e amministrative legate al disastro ferroviario di Viareggio, lottando per giustizia e prevenzione.