A Latina, una nuova udienza del procedimento per caporalato e sfruttamento lavorativo ha riacceso l'allarme su un aberrante sistema nell'Agro Pontino. Il processo è collegato all'inchiesta parallela sulla tragica morte di Satnam Singh, il bracciante indiano deceduto nel giugno 2024 dopo un incidente nell'azienda agricola di Borgo Santa Maria. Imputati sono gli imprenditori agricoli Antonello Lovato e suo padre Renzo, con l'accusa che intende ricostruire le condizioni di sfruttamento all'interno dell'azienda.

La testimonianza di Soni Soni

Nel corso dell'udienza, un momento chiave è stato l'ascolto di Soni Soni, vedova di Satnam Singh, testimone e parte civile.

La donna ha ricostruito il percorso della coppia dall'arrivo in Italia fino all'inizio del lavoro nell'azienda Lovato a Borgo Santa Maria, nell'agosto 2022. Ha descritto lunghe giornate lavorative, iniziate alle 5 del mattino, e un tragitto quotidiano di 30-40 minuti in bicicletta per raggiungere il posto. In aula, Soni Soni ha narrato otto o nove ore dedicate alla raccolta di zucchine, meloni e insalata, delineando le condizioni di vita e lavoro della coppia.

Paghe e orari di lavoro

Dalla testimonianza di Soni Soni sono emersi elementi significativi su retribuzioni e pagamenti. La vedova ha dichiarato una paga oraria di 5,50 euro, salita a 6 euro nel 2024, con pagamenti in contanti il giorno 10 di ogni mese.

Le ore lavorate venivano annotate su appositi fogli. La sua ricostruzione ha evidenziato turni domenicali, mancati pagamenti in caso di malattia e altre condizioni lavorative precarie, che il procedimento intende accertare come parte del rapporto tra i braccianti e l'azienda agricola.

Il sistema di sfruttamento

Le deposizioni in aula hanno delineato un più ampio contesto di sfruttamento. Le testimonianze hanno richiamato un sistema di reclutamento che coinvolgeva lavoratori dall'India, passati anche dalla Croazia, con richieste di migliaia di euro durante il percorso e paghe estremamente basse una volta giunti in Italia. Questo meccanismo è stato descritto come un modello d'impresa criminale che non considera i lavoratori come persone, ma come mere 'braccia da sfruttare', evidenziando la gravità del fenomeno sistemico del caporalato che si intende accertare e sanzionare in modo esemplare.