Si è concluso con l'assoluzione di tutti gli imputati il processo celebrato a Bologna, nato dall’inchiesta “Mondo sofferenza” e incentrato sulle presunte ipotesi di caporalato nel magazzino di Calderara di Reno di Mondo Convenienza. Il procedimento, che ha visto la sua conclusione il 10 settembre 2026, riguardava le contestazioni emerse nel 2022 sull’organizzazione del lavoro all'interno del polo logistico.

Tra le persone coinvolte figurava Mara Cozzolino, presidente del Cda di Mondo Convenienza Holding Spa, insieme ad altri cinque tra rappresentanti e responsabili di società coinvolte nella gestione del magazzino o lavoratori.

Le difese erano curate dagli avvocati Francesco Colotti dello studio Bongiorno, Luca Luparia Donati, Luca Spaltro, Domenico Morace e Alessandra Gualazzi.

Le accuse di intermediazione illecita e sfruttamento

Le contestazioni principali rivolte agli imputati riguardavano i reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. La Procura bolognese aveva delineato un’organizzazione del lavoro che, secondo l'accusa, mirava a ottimizzare tempi e costi nelle forniture di merce ai clienti. Le accuse specifiche includevano il ricorso a facchini forniti da cooperative, con retribuzioni ritenute difformi da quanto previsto dai contratti nazionali, e l'imposizione di turni di lavoro considerati particolarmente gravosi.

Venivano inoltre segnalate violazioni significative in materia di sicurezza sul lavoro.

Il quadro accusatorio evidenziava anche l'obbligo per i lavoratori di sopportare pesanti carichi fisici senza l'ausilio di strumenti meccanici adeguati, l'utilizzo di veicoli ritenuti carenti e l'applicazione di metodi di controllo a distanza definiti degradanti e umilianti. Si faceva riferimento, inoltre, alla minaccia di penalità per costringere i lavoratori a completare la consegna di tutti i pacchi assegnati entro la giornata. Nonostante le gravi contestazioni, il processo si è concluso con l'assoluzione di tutti gli imputati.

Le parti civili e la richiesta della Procura

Nel corso del procedimento, si erano costituite come parti civili la Città metropolitana di Bologna, il Comune di Calderara di Reno e la Cgil.

La Città metropolitana e il Comune erano rappresentati legalmente dall’avvocato Salvatore Tesoriero. Un elemento significativo del processo è stata la richiesta di assoluzione per tutti gli imputati avanzata dalla stessa procuratrice aggiunta Morena Plazzi al termine dell’istruttoria.