Il Comitato No Ovovia di Trieste, per voce del suo referente William Starc, ha rilanciato il 3 settembre 2026 le proprie critiche sul progetto della cabinovia metropolitana che dovrebbe collegare il centro città all’altipiano carsico. Al centro delle preoccupazioni espresse dal Comitato vi sono le incertezze sull’iter dell’opera, sui suoi finanziamenti e sul costo aggiornato dell’intervento. Starc ha parlato apertamente di «tante preoccupazioni e troppe incognite», sottolineando come la richiesta di chiarimenti sia strettamente legata al persistente silenzio dell’amministrazione comunale di fronte alle domande già poste dal Comitato.
Le criticità principali indicate dal Comitato riguardano in primo luogo il complesso percorso tecnico del progetto. Starc ha richiamato l’attenzione sulle dimissioni del collegio tecnico incaricato di seguire i lavori, un evento che si è verificato dopo anni di stallo nell’avanzamento dell’iniziativa. Ha inoltre segnalato l’ipotesi di una revisione del lotto nel Porto vecchio. Secondo la ricostruzione fornita dal Comitato, una scelta che si limitasse a quella specifica porzione dell’intervento potrebbe avere rilevanti effetti sul progetto complessivo e sulla gara d’appalto, arrivando persino a rendere necessaria la riorganizzazione degli elaborati e una nuova procedura di gara. Il referente del Comitato ha collegato queste questioni alla pressante richiesta di ottenere risposte chiare sullo stato effettivo del procedimento in corso.
Finanziamenti e costo aggiornato dell’intervento
Un altro aspetto cruciale evidenziato dal Comitato concerne le risorse economiche disponibili per la realizzazione dell’opera. Starc ha citato la perdita di 48 milioni di euro provenienti dal PNRR, sollevando inoltre dubbi significativi sui 13 milioni di euro previsti dal Fondo opere indifferibili. A ciò si aggiungono le incognite relative ai fondi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il Comitato ha richiesto con fermezza chiarimenti non solo sull’ammontare totale, ma anche sui tempi di erogazione di tali risorse e, soprattutto, sul costo aggiornato della cabinovia. Viene ricordato che il progetto era stato originariamente appaltato per 51 milioni di euro, a fronte di una spesa presunta di 62 milioni.
Nel quadro delineato da Starc, la questione finanziaria rimane strettamente interconnessa alla definizione tecnica dell’opera e alla documentazione indispensabile per il prosieguo dell’iter.
La richiesta avanzata dal Comitato si estende dunque a più livelli della stessa procedura: dal ruolo e dalla composizione del collegio tecnico alla potenziale rimodulazione del tratto nel Porto vecchio, dalla copertura economica alla quantificazione complessiva dei costi. Starc ha attribuito all’Amministrazione comunale una mancanza di risposte adeguate, riassumendo la posizione del Comitato con la frase esplicita: «Il Comune tace sull'opera nonostante le richieste». La contestazione rimane focalizzata sull’opera prevista tra la città e l’altipiano carsico, evidenziando la persistente necessità di trasparenza e chiarezza.