Andrea Angeli, giornalista ed ex funzionario ONU, è deceduto a Macerata a 68 anni. Il suo corpo è stato rinvenuto ieri sera, poco dopo le 21.30, nella sua abitazione di via Gramsci. I primi accertamenti indicano il decesso per cause naturali. L'allarme ai familiari è partito da amici; sono stati loro a scoprire Angeli senza vita. I sanitari del 118 hanno constatato il decesso del maceratese, che avrebbe compiuto 69 anni il 6 dicembre.
Carriera Internazionale per la Pace
La carriera di Angeli fu caratterizzata da un impegno costante nelle missioni di peacekeeping ONU, operando in numerosi teatri di guerra.
Ricoprì il ruolo di portavoce in scenari dall'Iraq alla Cambogia, con passaggi in Namibia e Cile. Durante la guerra in Bosnia-Erzegovina, riuscì a rintracciare e mettere in salvo Rosaria Bartoletti, ultima cittadina italiana rimasta a Sarajevo. Fu anche portavoce per ONU, UE e OSCE, ed ebbe il ruolo di political advisor della NATO in Afghanistan. Le sue missioni lo portarono in aree come Sarajevo e Kabul.
Il Legame con Macerata e il Percorso Professionale
Nonostante la sua vita internazionale, Andrea Angeli mantenne un legame profondo con la sua città natale, Macerata. Qui conseguì le lauree in Scienze Politiche e Giurisprudenza all'Università di Macerata. Il cordoglio è giunto dalle istituzioni locali: il sindaco Sandro Parcaroli lo ha ricordato per una vita “al servizio della pace e delle istituzioni”; il rettore John McCourt ne ha richiamato l'attaccamento alle radici e il rapporto con l'Università, definendolo una “figura unica”.
Il suo percorso con le Nazioni Unite iniziò nel 1987 in Cile, durante il passaggio dal regime di Augusto Pinochet. Lavorò in diverse missioni sul campo, trascorrendo tre anni a Sarajevo, poi in Kosovo e in Iraq. Il suo nome è legato anche alla testimonianza dell'attentato di Nassiriya del 12 novembre 2003, in cui morirono 19 italiani. Anche dopo la pensione, Angeli continuò a collaborare attivamente con l'ONU.