Un proiettile è stato recapitato alla sede di viale Miramare della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia a Trieste. L'episodio, avvenuto il 22 settembre 2026, ha destato notevole allarme, in quanto il proiettile è giunto per posta, contenuto in una busta priva di mittente e indirizzata genericamente all'ente, senza alcun destinatario specifico. Sull'accaduto, che ha immediatamente catalizzato l'attenzione delle autorità, la Polizia ha prontamente avviato le indagini per risalire ai responsabili.

La busta, elemento cruciale per le investigazioni in corso, non recava alcuna indicazione utile a identificare chi l'avesse spedita.

L'indirizzo generico alla Corte dei Conti e l'assenza di un nominativo interno hanno fatto sì che l'attenzione si concentrasse sull'istituzione nel suo complesso, senza riferimenti a singoli uffici o persone. La comunicazione ufficiale di questo grave fatto è stata diffusa alle 12:11 del 22 settembre 2026, con Trieste indicata come luogo dell'evento e fulcro delle prime attività investigative.

Dettagli del recapito e indagini in corso

La sede specifica interessata dal recapito del proiettile è quella di viale Miramare a Trieste, dove opera la Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia. Il fulcro dell'indagine condotta dalla Polizia si concentra sul recapito del proiettile avvenuto attraverso il servizio postale.

La busta, caratterizzata dall'assenza di un mittente e dalla mancanza di un destinatario specifico, costituisce il contenitore primario attraverso il quale il proiettile è giunto all'ente, rendendo più complessa l'identificazione della provenienza.

Le uniche informazioni disponibili riguardo la confezione recapitata sono l'assenza del mittente e l'indicazione generica dell'ente. Non sono stati rinvenuti, tra gli elementi a disposizione degli inquirenti, messaggi allegati, rivendicazioni o altri riferimenti personali che possano fornire ulteriori indizi utili. L'attività investigativa si concentra pertanto sul tracciamento del percorso postale del plico, sull'analisi del suo contenuto e sulla destinazione finale alla sede triestina della Corte dei Conti, nel tentativo di chiarire le motivazioni dietro tale gesto.

La Corte dei Conti e le indagini sul Porto di Trieste

L'episodio del proiettile si inserisce in un più ampio e delicato contesto che vede la Corte dei Conti attiva sul territorio regionale. L'ente è infatti coinvolto in un'istruttoria amministrativa di significativa rilevanza, relativa a un presunto danno erariale stimato in circa un milione di euro, emerso nell'ambito della gestione del Porto di Trieste. Questa indagine si focalizza in particolare sulle indennità di reperibilità riconosciute ad alcuni dipendenti operativi e vede coinvolti nomi di spicco come l'ex presidente del Porto, Zeno D'Agostino, l'ex segretario generale Vittorio Torbianelli, e altri funzionari dell'Autorità portuale, la cui posizione è ora al vaglio.

Parallelamente all'istruttoria amministrativa condotta dalla Corte dei Conti, la complessa vicenda del Porto di Trieste è oggetto di un distinto filone penale. La Procura della Repubblica sta infatti conducendo indagini approfondite sull'ipotesi di indebita percezione di erogazioni pubbliche. In questo specifico procedimento, le investigazioni riguardano figure quali Antonio Gurrieri, amministratore delegato di Alpe.