Un giovane di circa vent’anni, originario della provincia di Napoli, è stato arrestato a Genova, nel quartiere Marassi, dopo aver tentato una truffa ai danni di una ragazza della stessa età. L'intervento di volanti e squadra mobile ha posto fine al raggiro, scaturito dal classico schema del falso appartenente alle forze dell’ordine. La vittima era stata contattata con la scusa che l’auto della madre fosse coinvolta in una rapina e che i suoi gioielli dovessero essere consegnati per controlli.
La richiesta prevedeva l'affidamento dei preziosi a un presunto maresciallo, che si sarebbe presentato nell’abitazione per verificare che gli ori non fossero collegati al reato indicato.
La ragazza, inizialmente, ha consegnato i gioielli. Subito dopo la consegna, però, un senso di sospetto l'ha spinta a reagire. Con l’aiuto di un corriere presente nello stabile, la giovane ha seguito il truffatore in fuga.
L'arresto dopo l'inseguimento e l'accusa di rapina impropria
Durante la fuga, il giovane ha colpito il lavoratore che aveva aiutato la ragazza, aggravando la sua posizione. Volanti e squadra mobile, allertate, sono giunte sul posto, fermando il presunto autore del raggiro. L’uomo è stato arrestato e deve rispondere dell'accusa di rapina impropria. Per lui è previsto il processo per direttissima il giorno successivo all’arresto.
La dinamica dell'episodio di Marassi evidenzia elementi ricorrenti nelle truffe: telefonate urgenti e richieste di beni di valore, spesso da parte di individui che si spacciano per tecnici, operatori o membri delle forze dell'ordine.
La prontezza della giovane nel cambiare atteggiamento dopo la consegna dei preziosi e nel seguire il presunto truffatore è stata determinante per l'intervento degli agenti e l'arresto.
La prevenzione: incontri antitruffa a Genova e Montoggio
In un contesto di crescente attenzione, nei giorni 14 e 15 settembre 2026, si sono svolti gli appuntamenti della "Settembrata Antitruffa". Quattro incontri gratuiti con i carabinieri sono stati organizzati tra Genova e Montoggio, nell’ambito del progetto "Un Ponte tra Generazioni", focalizzati sulla prevenzione delle truffe, con attenzione ai raggiri verso gli anziani, spesso più vulnerabili.
Gli incontri hanno approfondito diverse tipologie di frode: telefonate sospette, trappole online e tramite smartphone, sconosciuti alla porta e richieste di denaro o gioielli, spesso con pressioni a non parlarne con i familiari.
Gli appuntamenti si sono tenuti in Valpolcevera, Bassa Val Bisagno, Media Val Bisagno e Montoggio, con la partecipazione di rappresentanti municipali, amministratori locali, carabinieri e Assoutenti Liguria, a sottolineare un fronte comune contro la criminalità.
Il programma ha fornito consigli pratici per difendersi: verificare l’identità di chi bussa, non far entrare sconosciuti inattesi, interrompere le telefonate sospette e controllare le richieste usando recapiti noti e affidabili. È stato dedicato spazio anche a chi ha subito una truffa, con indicazioni su denuncia, documenti da conservare e assistenza disponibile. La partecipazione agli incontri, promossi da Adoc Liguria e Assoutenti Liguria nell’ambito di “Ben…Essere in Liguria”, è stata gratuita, con posti limitati e prenotazione obbligatoria, evidenziando interesse e necessità di tali iniziative.