Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato la custodia cautelare in carcere per Antonio Manco, indagato per la sparatoria avvenuta il 28 agosto 2026 a Vibo Valentia. La decisione, emessa il 27 settembre 2026, è giunta dopo il ricorso degli avvocati Giuseppe Orecchio e Francesco Lione. Manco è tornato in libertà, pur rimanendo indagato per tentato omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco.
La revoca della misura è scaturita dall'inutilizzabilità di un filmato di videosorveglianza, acquisito dalla Procura di Vibo Valentia e ritenuto centrale nell'impianto accusatorio.
I giudici hanno accolto l'eccezione della difesa, che ha contestato il deposito tardivo delle immagini al Riesame, rendendole inutilizzabili nel procedimento cautelare. Questo elemento è stato determinante per l'annullamento dell'ordinanza.
Il ruolo del video nell'ordinanza del gip
Le immagini della videosorveglianza avevano rivestito un ruolo cruciale nell'ordinanza del gip che aveva disposto la custodia cautelare. Nel provvedimento, il filmato documentava la sequenza degli spari contro Gabriele Ionadi, 60 anni, raggiunto da alcuni proiettili e rimasto ferito in maniera non grave. A Manco sono contestati tentato omicidio e reati connessi all'arma da fuoco.
Antonio Manco, 55 anni, è residente a Vibo Valentia.
La sparatoria è avvenuta nel quartiere Affaccio, in via Papa Giovanni XXIII. Gabriele Ionadi, residente a Vibo Valentia, era il bersaglio. La vittima è riuscita a salvarsi scendendo dall'auto, riparandosi dietro il veicolo e poi allontanandosi.
Le contestazioni e la dinamica dei fatti
Le contestazioni mosse dalla Procura descrivono l'esplosione di otto colpi di pistola calibro 7,65 ad altezza d'uomo. Le ferite riportate da Ionadi riguardano il piede destro, la coscia e le dita del piede. Oltre al tentato omicidio, a Manco vengono contestati anche i reati di detenzione illegale e aggravata dell'arma da fuoco e il porto in luogo pubblico della pistola calibro 7,65.