Una grave aggressione è avvenuta nel carcere di Caltagirone il pomeriggio precedente al 23 settembre 2026, come denunciato dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe). L'episodio ha coinvolto un assistente capo coordinatore della Polizia penitenziaria in servizio presso l'istituto calatino, il quale è stato colpito con inaudita violenza da un detenuto extracomunitario durante una perquisizione straordinaria. L'aggressione si è verificata all'interno del reparto Accettazione della casa circondariale, evidenziando ancora una volta le criticità legate alla sicurezza negli ambienti penitenziari.

L'agente aggredito ha subito una serie di violenti pugni diretti al volto e alla testa. Le lesioni riportate sono di notevole entità e includono un serio trauma cranico, la frattura del setto nasale e una profonda ferita al volto. Quest'ultima è stata causata dalla rottura degli occhiali da vista dell'agente, i cui frammenti hanno provocato un taglio significativo. Dopo aver ricevuto le prime cure urgenti presso il pronto soccorso dell'ospedale di Caltagirone, le condizioni dell'assistente capo coordinatore hanno reso necessario il suo ricovero per ulteriori accertamenti e trattamenti medici.

La dinamica dell'aggressione e l'intervento degli agenti

La ricostruzione dettagliata fornita dal Sappe colloca l'aggressione nel contesto di una perquisizione straordinaria che era in corso nel reparto Accettazione della struttura penitenziaria.

In quel frangente, il detenuto ha sferrato ripetuti pugni all'assistente capo coordinatore, causando le gravi ferite e il trauma precedentemente descritti. Il sindacato ha sottolineato l'importanza cruciale dell'intervento tempestivo degli altri poliziotti penitenziari presenti. La loro azione rapida e coordinata è stata decisiva per contenere l'aggressore e, di conseguenza, per evitare che l'episodio degenerasse ulteriormente, scongiurando conseguenze ancora più gravi per l'agente coinvolto.

L'evento ha riacceso il dibattito sulle condizioni di sicurezza all'interno delle carceri italiane. Il segretario generale del Sappe, Donato Capece, ha espresso profonda preoccupazione, collegando questo specifico episodio al crescente numero di aggressioni che il personale penitenziario subisce quotidianamente negli istituti di pena.

Capece ha evidenziato come queste violenze siano diventate una vera e propria emergenza, compromettendo la serenità e l'efficacia del lavoro degli agenti.

Nella sua dichiarazione, il segretario generale ha richiamato l'attenzione sulla volontà, più volte manifestata dal Governo, di rafforzare le tutele e gli strumenti a disposizione di chi indossa una divisa. Capece ha quindi avanzato una richiesta esplicita affinché questo impegno non rimanga una mera intenzione, ma si traduca in misure concrete e tangibili che riguardino specificamente anche la Polizia penitenziaria, garantendo maggiore protezione e supporto al personale che opera in condizioni di elevato rischio.

La casa circondariale di Caltagirone

La casa circondariale di Caltagirone, teatro di questa recente aggressione, è una delle strutture penitenziarie che rientrano nell'area di competenza del Tribunale di sorveglianza di Catania. L'istituto è situato in Contrada Noce San Nicola le Ca, all'interno del territorio comunale di Caltagirone. La struttura è dotata di recapito telefonico (0933368111) e di indirizzi istituzionali dedicati per la posta elettronica ordinaria e certificata, garantendo i canali di comunicazione ufficiali. Il reparto Accettazione, dove si è consumata la violenza, è un'area sensibile della prigione, destinata alla gestione dei nuovi ingressi e delle procedure di controllo, rendendo le perquisizioni straordinarie un'attività frequente ma non per questo meno rischiosa. La notizia dell'aggressione ha generato forte preoccupazione tra il personale e i sindacati, riaccendendo i riflettori sulle problematiche del sistema carcerario.