L'autopsia sul corpo di Sara Lodi, la donna di 45 anni trovata senza vita nel suo appartamento a Parma giovedì scorso, è iniziata poco dopo le 10 del 2 settembre 2026 presso l'Istituto di Medicina legale di Parma e si è protratta fino al tardo pomeriggio. L'esame, affidato alla dottoressa Valentina Bugelli, docente di Medicina legale all'Università di Parma, ha l'obiettivo primario di chiarire l'esatta causa del decesso e di definire la natura delle ferite da arma da taglio riscontrate sul corpo della vittima. Le indagini dei carabinieri proseguono senza sosta per fare piena luce sull'accaduto.

Gli accertamenti preliminari hanno evidenziato la presenza di almeno una decina di ferite, concentrate nelle aree del torace, dell'addome e del collo. In questa fase delle indagini, coordinate dal procuratore Alfonso D’Avino, nessuna ipotesi è stata esclusa: gli inquirenti mantengono aperte sia la pista del suicidio sia quella dell'omicidio. Il procuratore D'Avino aveva precedentemente dichiarato che “non sono emersi concreti elementi a carico di soggetti identificati”, sottolineando la complessità del quadro investigativo. Inoltre, nell'abitazione non sarebbero stati rilevati segni evidenti di colluttazione, un dettaglio che aggiunge ulteriore incertezza alla dinamica degli eventi.

Le indagini e la posizione del compagno

Nel fascicolo d'indagine risulta iscritta una persona, identificata come il compagno della donna. Questa iscrizione, avvenuta a piede libero, è stata qualificata come un passaggio tecnico indispensabile per consentire lo svolgimento di ulteriori e più approfonditi accertamenti investigativi. Al momento, non sarebbero emersi indizi specifici o elementi di prova a suo carico che possano collegarlo direttamente al decesso di Sara Lodi. L'attività investigativa prosegue con la massima attenzione, concentrandosi sulla minuziosa ricostruzione di quanto accaduto all'interno dell'appartamento di largo Visconti a Parma, dove la donna è stata trovata morta.

La Procura ha formalmente aperto un fascicolo per omicidio, pur mantenendo attiva e non scartando la possibilità che si sia trattato di un gesto volontario.

Il ritrovamento del corpo della 45enne è avvenuto per mano della madre, allarmata dal fatto di non riuscire a mettersi in contatto telefonico con la figlia. All'interno dell'abitazione sono state riscontrate macchie di sangue e sono stati prontamente sequestrati due coltelli, elementi cruciali per le successive analisi forensi.

Gli accertamenti del Ris e l'analisi del cellulare

A supporto delle verifiche condotte dal nucleo investigativo dei carabinieri, sono stati affidati esami specialistici al Ris (Raggruppamento Investigazioni Scientifiche). Questi accertamenti si concentrano sui coltelli sequestrati, uno dei quali, in particolare, presenterebbe una lama spezzata, un dettaglio che potrebbe rivelarsi significativo per la comprensione della dinamica.

Vengono inoltre analizzati i tamponi effettuati nell'appartamento, volti alla ricerca di impronte digitali e tracce biologiche che possano ricondurre a eventuali presenze estranee. Tutte queste attività tecniche sono fondamentali per contribuire a definire un quadro completo degli elementi raccolti sulla scena del ritrovamento.

Tra gli oggetti di particolare interesse sequestrati dagli inquirenti figura anche il cellulare di Sara Lodi. L'analisi approfondita del dispositivo telefonico è considerata di cruciale importanza per la ricostruzione dettagliata dei contatti e delle attività svolte dalla donna nell'ultimo periodo della sua vita. L'obiettivo è quello di delineare un profilo temporale e relazionale che possa fornire elementi utili a chiarire le circostanze che hanno portato alla sua tragica scomparsa.