Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 ha interessato la notte tra l'1 e il 2 settembre 2026 il nord della Toscana, al confine con l’Emilia. L'evento sismico, registrato con precisione alle 2:40 del 2 settembre, ha avuto il suo epicentro nell'area compresa tra Coreglia Antelminelli, in provincia di Lucca, e Fiumalbo, in provincia di Modena. Nonostante la percezione del sisma, le autorità non hanno segnalato alcun danno a persone o cose.
Dettagli della scossa principale
I rilevamenti forniti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno permesso di definire con esattezza le caratteristiche dell'evento.
L'ipocentro della scossa è stato individuato a una profondità di 9 chilometri, mentre l'epicentro è stato localizzato a circa 7 chilometri da Coreglia Antelminelli e a 10 chilometri da Fiumalbo, nel Modenese. Questa collocazione conferma che il sisma ha interessato una zona del nord della Toscana molto vicina al confine con l'Emilia, precisamente tra le province di Lucca e Modena. La magnitudo di 3.2 e la profondità relativamente contenuta sono i dati tecnici principali che descrivono l'evento, per il quale, come già sottolineato, non si sono registrati danni.
La sequenza sismica: replica e precedenti
Dopo la scossa principale, alle 3:16 è stata registrata una replica di minore intensità, con una magnitudo di 1.4.
Anche in questo caso, non sono pervenute segnalazioni di danni. Questo evento si inserisce in una sequenza sismica che aveva già interessato la stessa area pochi giorni prima. Infatti, il 28 agosto 2026, sempre nel comune di Coreglia Antelminelli, si erano verificate altre due scosse, rispettivamente di magnitudo 3.2 e 2.6. Anche in quelle occasioni, fortunatamente, non si erano registrate conseguenze negative per la popolazione o per le strutture.
Il contesto geografico degli eventi
Il territorio interessato da questa serie di eventi sismici si estende dunque tra la Toscana e l'Emilia. I comuni di riferimento per la localizzazione degli epicentri sono Coreglia Antelminelli, situato nella provincia di Lucca, e Fiumalbo, nel Modenese.
La zona, caratterizzata dalla sua posizione nel nord della Toscana e dalla prossimità al confine regionale, è stata quindi al centro di un'attività sismica che, pur non avendo causato danni, ha richiamato l'attenzione sulla sua fragilità geologica. La profondità dell'ipocentro a 9 chilometri è un dato costante per gli eventi principali registrati.