Un maxi sequestro di oltre 49 mila pezzi di bigiotteria è stato compiuto nel porto di Genova Pra', in un'operazione congiunta che ha visto protagonisti il personale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e i militari del II Gruppo della Guardia di Finanza di Genova. L'intervento, datato 21 settembre 2026, ha portato alla luce un vasto carico di articoli non conformi, tra cui collane, bracciali, anelli, orecchini e pendenti, tutti provenienti dalla Cina e destinati a una società importatrice italiana.
L'operazione è scaturita da un'attenta e mirata analisi dei flussi commerciali, che ha permesso di individuare un container sospetto.
Durante l'ispezione approfondita, oltre alla considerevole quantità di bigiotteria, sono stati rinvenuti anche 1.299 occhiali da sole, anch'essi risultati irregolari. L'attività di controllo ha interessato migliaia di prodotti la cui destinazione finale era il contatto diretto e prolungato con la pelle, evidenziando l'importanza di verifiche stringenti sulla sicurezza e la qualità dei beni immessi sul mercato europeo.
Le analisi di laboratorio e i metalli pericolosi rilevati
Le successive e scrupolose analisi condotte presso i laboratori chimici dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno fornito risultati preoccupanti. In numerosi articoli di bigiotteria, infatti, è stata accertata la presenza di metalli pesanti come il cadmio, il piombo e il nichel, in concentrazioni o con rilasci che superavano ampiamente i limiti stabiliti dalla rigorosa normativa europea a tutela della salute dei consumatori.
Questi esiti hanno reso inevitabile il sequestro della merce. Le verifiche hanno rivelato concentrazioni allarmanti: in alcuni campioni sono state riscontrate percentuali di piombo fino al 4,95% e di cadmio fino al 49,1% in peso, valori ben al di sopra delle soglie di sicurezza previste per i prodotti destinati al contatto cutaneo.
Le irregolarità documentali e le conseguenze legali
Il container sotto esame, come già evidenziato, aveva origine in Cina ed era diretto a una società importatrice con sede in Italia. Le problematiche riscontrate non si sono limitate alla sola bigiotteria. Per quanto riguarda i 1.299 occhiali da sole, è emersa una grave carenza documentale: erano privi della necessaria marcatura CE o di altri documenti attestanti la conformità alle normative vigenti.
Tale irregolarità ha portato a ravvisare l'ipotesi di tentata frode nell'esercizio del commercio. Al culmine degli accertamenti e delle approfondite verifiche, il rappresentante legale della società importatrice è stato denunciato alle autorità competenti, a fronte delle significative violazioni riscontrate sia in termini di sicurezza dei prodotti che di conformità documentale.