Un uomo di quarant'anni, di origine pakistana e residente da decenni a Bologna, è stato arrestato il 22 settembre 2026 in relazione a un'ampia indagine internazionale. L'operazione ha smantellato un'organizzazione accusata di aver facilitato l'ingresso illegale nel Regno Unito a centinaia di persone, principalmente provenienti da India e Pakistan. L'individuo, incensurato, è ritenuto uno dei "registi" del sistema illecito e deve rispondere delle gravi accuse di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e al riciclaggio di denaro.
Le investigazioni hanno svelato un complesso meccanismo attraverso il quale i viaggiatori, muniti inizialmente di documenti regolari, raggiungevano l'Irlanda, focalizzandosi su città come Dublino o Belfast. Successivamente, per eludere i controlli e accedere al Regno Unito, avrebbero fatto ricorso a documenti falsi o a dichiarazioni mendaci, presentandosi come richiedenti asilo politico provenienti dall'Afghanistan. Da queste località irlandesi, il percorso proseguiva verso diverse città britanniche, tra cui spiccano Londra e Manchester, utilizzando vari mezzi di trasporto: taxi, passaggi organizzati e persino voli aerei.
Il ruolo della rete bolognese nell'organizzazione
La squadra mobile della Questura di Bologna, operando sotto il coordinamento della Procura, ha identificato nel quarantenne arrestato uno dei presunti snodi centrali dell'intera organizzazione criminale.
È emerso che parte significativa del denaro transitava attraverso la vendita dei biglietti di viaggio. Nel capoluogo emiliano, infatti, sono stati accertati collegamenti con due agenzie di viaggio, le quali sarebbero state utilizzate come base operativa per l'acquisto dei titoli di viaggio aerei impiegati nei trasferimenti iniziali verso l'Europa e, in seguito, per la fase finale del percorso verso il Regno Unito.
Nell'ambito delle indagini, gli investigatori hanno proceduto all'audizione di diverse persone, tra cui la moglie dell'uomo arrestato, i due titolari delle agenzie di viaggio coinvolte e un commerciante che avrebbe collaborato con la rete. Durante le perquisizioni e gli accertamenti, sono stati sequestrati numerosi dispositivi e apparecchi elettronici, ritenuti utili per le indagini.
Le forze dell'ordine hanno inoltre rinvenuto e posto sotto sequestro una somma considerevole di 39 mila euro in contanti. L'operazione ha portato anche all'identificazione di altri quattro cittadini pakistani, attualmente indagati e sottoposti a perquisizione.
La ricostruzione del percorso illecito
Il meticoloso percorso illecito ricostruito dagli investigatori prevedeva una prima fase di viaggio dall'India e dal Pakistan verso l'Irlanda, utilizzando documenti di viaggio regolari. Una volta giunti a Dublino, i migranti avrebbero proseguito verso Belfast, questa volta muniti di passaporti falsi. In questa tappa cruciale, si sarebbero dichiarati falsamente cittadini afghani, presentando domanda di asilo politico per eludere ulteriori controlli.
L'ultima tratta del viaggio, quella verso le principali città inglesi, era organizzata tramite taxi, spesso condotti da individui anch'essi sotto indagine, completando così il trasferimento irregolare.