Un soccorritore ligure, nato nel 1961, è stato protagonista di un incidente nella tarda mattinata del 18 settembre 2026, quando è caduto in falesia durante un'attività di addestramento. L'episodio si è verificato nella suggestiva cornice di Passo San Giovanni, nel territorio comunale di Nago-Torbole, in provincia di Trento. L'uomo, impegnato in un'esercitazione del gruppo Forre del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, è precipitato per circa sei metri, riportando un trauma alla schiena.
Nonostante la dinamica dell'incidente, le prime informazioni raccolte sul posto indicano che le conseguenze non sarebbero di grave entità.
Immediatamente dopo la caduta, il soccorritore ha ricevuto un tempestivo primo intervento da parte dei corsisti e degli istruttori presenti all'esercitazione, dimostrando l'efficacia della preparazione sul campo. Successivamente, un'équipe sanitaria è intervenuta per stabilizzare l'infortunato, preparandolo al successivo recupero.
L'intervento di emergenza: dalla chiamata al recupero con verricello
La macchina dei soccorsi si è attivata rapidamente. La chiamata al Numero unico per le emergenze 112 è giunta intorno alle ore 11:40. La Centrale unica di emergenza 112 ha prontamente mobilitato l'elisoccorso, inviando sul luogo dell'incidente un'unità specializzata. Il personale sanitario a bordo dell'elicottero ha effettuato una valutazione approfondita delle condizioni del ferito, prestando le prime cure essenziali direttamente sul posto.
Un tecnico di elisoccorso, con grande professionalità, ha quindi proceduto al recupero dell'infortunato utilizzando il verricello, una manovra complessa che richiede elevata perizia in ambienti impervi. Una volta a bordo, l'uomo è stato elitrasportato d'urgenza all'ospedale Santa Chiara di Trento per tutti gli accertamenti medici necessari. L'intera operazione di soccorso si è conclusa con successo intorno alle ore 12:30, evidenziando la sinergia tra i partecipanti all'addestramento, il personale sanitario, la Centrale 112 e l'equipaggio dell'elisoccorso.
Il ruolo e le specializzazioni del Soccorso Alpino Trentino
Il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, un'associazione di volontariato fondata nel 1952, rappresenta un pilastro fondamentale per la sicurezza in montagna e negli ambienti ostili.
La sua missione è garantire il soccorso tecnico e sanitario in contesti complessi come montagne, ambienti impervi e grotte. L'organizzazione è parte integrante delle strutture operative della Protezione civile della Provincia autonoma di Trento, operando in stretta collaborazione con la Centrale unica per le emergenze, e fa capo al Corpo nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
L'ampio raggio d'azione del servizio trentino include interventi su pareti rocciose, sentieri di montagna, boschi, vie ferrate, forre e grotte, impianti a fune, nonché su terreni innevati e ghiacciati. La struttura si avvale di operatori altamente qualificati, tra cui specialisti nel soccorso in forra, esperti in canyon e torrenti, e tecnici di elisoccorso che operano a bordo degli elicotteri di Trentino Emergenza.
Questo incidente a Nago-Torbole sottolinea l'importanza e la complessità degli addestramenti che preparano i volontari ad affrontare ogni scenario di emergenza, anche quelli che li vedono coinvolti in prima persona.