Raffaele Sollecito, ingegnere informatico assolto dall'accusa di aver partecipato all'omicidio di Meredith Kercher a Perugia, ha nuovamente espresso la sua posizione sul delitto di Garlasco e sulle nuove indagini scientifiche. Il 30 settembre 2026, Sollecito ha dichiarato a Perugia che per lui “Alberto Stasi è innocente, senza alcun dubbio”, scegliendo di non commentare la posizione di Andrea Sempio per evitare di alimentare un processo mediatico, un'esperienza che, come ha sottolineato, “l'abbiamo già subìto in troppi”.
Sollecito ha collegato la sua ferma presa di posizione alla propria vicenda giudiziaria, trascorsa quasi quattro anni in carcere pur essendosi sempre proclamato estraneo al delitto della studentessa inglese.
Ha posto l'accento sulla necessità di trasparenza negli accertamenti tecnici, affermando che non spetta a lui stabilire cosa sia accaduto nel laboratorio nel 2007, ma agli inquirenti, i quali devono assicurare che le verifiche siano condotte fino in fondo.
Le analisi del 2007 e le prove scientifiche
Nel suo intervento, Sollecito ha fatto riferimento alle due analisi negative del 2007 sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi. Tali risultanze, secondo la Procura di Pavia, non figurano in alcun atto del processo originale e sarebbero state ritrovate solo nel 2025 tra i dati grezzi. L'ingegnere ha sottolineato l'importanza del valore degli elementi scientifici all'interno del fascicolo processuale e la cruciale necessità che eventuali ripetizioni degli esami siano pienamente accessibili a tutte le parti coinvolte.
Sollecito ha sostenuto con forza che contro Stasi non siano mai state presentate prove oggettive, ma unicamente una ricostruzione dei fatti. A riprova di questa tesi, ha richiamato il proprio processo, citando il caso del coltello che gli inquirenti avevano indicato come arma del delitto Kercher. Su quell'oggetto, ha ricordato, era stata individuata una traccia di DNA così scarsa da non poter essere quantificata dagli strumenti, amplificata una sola volta e letta abbassando la soglia della macchina. La Corte di Cassazione, nel percorso che ha portato alla sua assoluzione definitiva, aveva definito quella traccia come di esigua entità, Low Copy Number, con amplificazione non ripetibile, evidenziando le criticità di tali risultanze.
Richiesta di dati grezzi e log
La parte conclusiva delle dichiarazioni di Sollecito ha riguardato la pressante richiesta per il deposito dei dati grezzi e dei log delle analisi. L'ingegnere ha chiarito di non essere mosso da un desiderio di vendetta, ma dalla volontà di promuovere la responsabilità pubblica e la trasparenza nell'ambito delle prove scientifiche, elementi che ritiene fondamentali per un corretto svolgimento della giustizia e per evitare che altri possano subire ingiustizie simili a quelle da lui vissute.