Le principali sigle del settore taxi – Cobas Lavoro Privato - Settore Taxi, l’associazione TaxItalia, il Comitato Tassisti di Base Campania e Confintesa Taxi – hanno presentato al Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) una serie di proposte per contrastare il caro carburanti. A supporto delle loro richieste, le organizzazioni hanno indetto un sit-in di protesta per il 22 settembre 2026, che si terrà davanti alla sede del Mef a Roma. L’iniziativa mira a ridurre l’impatto dei costi energetici sugli operatori del servizio pubblico non di linea.
Le proposte si articolano su tre punti chiave. La prima è l’istituzione di una Carta Carburante Taxi nazionale, collegata a licenza, targa e veicolo, che preveda una riduzione della componente fiscale su IVA e accise. La seconda misura riguarda la revisione e l’incremento del credito d’imposta per il carburante destinato al trasporto pubblico non di linea. La terza prevede l’accesso dei taxi ai depositi del trasporto pubblico, consentendo il rifornimento al costo di approvvigionamento sostenuto dai depositi stessi.
Le richieste al Ministero dell'Economia e delle Finanze
Le organizzazioni chiedono interventi strutturali per il servizio taxi, presentando le misure come strumenti complementari. In una nota congiunta, i firmatari – Angelo Nobile per Cobas Lavoro Privato - Settore Taxi, Paolo Macioci per l’associazione TaxItalia, Guido Savastano per il Comitato Tassisti di Base Campania e Giordano Egidi per Confintesa Taxi – hanno evidenziato che le “tre misure possono essere adottate in maniera complementare per ridurre concretamente il costo energetico sostenuto da chi garantisce quotidianamente il servizio taxi”.
È stato chiarito che la richiesta non mira alla gratuità del rifornimento. La nota conclude affermando: “Non chiediamo carburante gratuito né costi a carico della collettività, chiediamo che venga riconosciuta la specificità del servizio pubblico non di linea”. Il riferimento al Mef è dovuto alla natura fiscale delle proposte, che toccano direttamente IVA, accise e credito d’imposta sui carburanti.
Il quadro normativo del trasporto pubblico non di linea
Il contesto normativo di riferimento per il settore è la legge 15 gennaio 1992, n. 21. Questa legge quadro disciplina il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea, fornendo il fondamento legale per le attività dei tassisti e il quadro entro cui si inseriscono le attuali istanze economiche.