L'emergenza scattata a Terni per il presunto ordigno bellico rinvenuto nella zona della stazione ferroviaria è ufficialmente rientrata. Il manufatto, individuato nel pomeriggio del 22 settembre 2026 all'interno di un cantiere a pochi metri dai binari, aveva generato allarme. Dopo accurate verifiche effettuate nella mattinata del 23 settembre 2026, la Prefettura di Terni ha confermato che l'oggetto non presentava alcuna natura offensiva, ponendo fine alla fase di allerta.
L'intervento degli artificieri e la conferma di sicurezza
Il controllo tecnico decisivo è stato condotto dagli artificieri del 6° Reggimento Genio Pionieri di Roma.
Al termine del loro sopralluogo, la Prefettura ha diramato una nota ufficiale, specificando che “è stata accertata la natura non offensiva del manufatto rivenuto”. Questa comunicazione ha permesso di chiudere definitivamente l'allarme che si era generato a seguito del ritrovamento nell'area di lavoro adiacente alla stazione ferroviaria.
In via precauzionale, il traffico ferroviario era stato inizialmente sospeso il 22 settembre 2026 per permettere lo svolgimento in sicurezza delle verifiche. Tale interruzione aveva causato il fermo di alcuni convogli e, di conseguenza, disagi per i numerosi pendolari e passeggeri. La circolazione dei treni è stata successivamente ripristinata una volta completati tutti i controlli necessari per la messa in sicurezza dell'area interessata dal ritrovamento.
Dettagli sul ritrovamento e le forze in campo
Il manufatto era emerso durante i lavori in corso nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria di Terni. Le prime ricostruzioni lo avevano descritto come un presunto proiettile risalente alla Seconda guerra mondiale, localizzato a meno di 50 metri dai binari. La sua prossimità all'infrastruttura ferroviaria ha reso indispensabile l'intervento rapido degli operatori specializzati e l'attivazione delle procedure di sicurezza previste.
Sul posto sono intervenuti prontamente la Polizia ferroviaria di Terni, insieme al personale di Trenitalia e di Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Questi operatori hanno coordinato le attività legate alla sicurezza del cantiere e alla gestione della circolazione ferroviaria.
La Prefettura di Terni ha espresso il proprio ringraziamento a “tutti gli operatori coinvolti per il tempestivo intervento”, sottolineando l'efficacia della risposta.
Il punto cruciale dell'intera vicenda rimane l'esito del controllo eseguito dagli artificieri: il manufatto rinvenuto nei pressi della stazione di Terni non possedeva, in realtà, alcuna natura offensiva. La comunicazione ufficiale della Prefettura ha, dunque, sancito il rientro dell'allarme, restituendo tranquillità alla zona.