Una tragica notizia ha scosso la comunità veronese il 19 settembre 2026: Gino Magnabosco, stimato imprenditore vinicolo di 74 anni e titolare della rinomata Cantina Monte Tondo, ha perso la vita in un drammatico incidente con il trattore. La disgrazia è avvenuta mentre l'uomo era al lavoro nelle campagne di Campiano, una località nel territorio di Cazzano di Tramigna, in provincia di Verona. Il mezzo agricolo, sul quale Magnabosco si trovava, si è rovesciato lungo una strada sterrata, causandone il decesso.
L'allarme è stato lanciato intorno alle ore 8 del mattino, quando il trattore si è ribaltato precipitando in un dirupo per circa 8-10 metri.
Immediatamente sono stati allertati i soccorsi: sul luogo dell'incidente sono intervenuti il 112, l'elisoccorso di Verona Emergenza e un'ambulanza infermierizzata. Nonostante la tempestività degli interventi, i sanitari del Suem 118 non hanno potuto fare nulla per salvare la vita di Magnabosco, che è deceduto sul posto.
Dinamica dell'incidente e indagini in corso
Oltre alle squadre di soccorso sanitario, l'area dell'incidente ha visto l'arrivo dei vigili del fuoco e degli operatori dello Spisal (Servizio di Prevenzione, Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro). Le autorità hanno avviato approfonditi accertamenti per ricostruire l'esatta dinamica del ribaltamento e le circostanze che hanno portato a questo tragico incidente sul lavoro agricolo.
Il caso è attualmente sotto esame dei Carabinieri e degli ispettori dello Spisal dell'Ulss 9 Scaligera.
Le cause precise che hanno provocato il rovesciamento del trattore rimangono in fase di verifica. La ricostruzione si concentra sul tratto di strada sterrata in località Campiano e sulle modalità della caduta del mezzo agricolo nel dirupo. L'incidente si è consumato nelle campagne di Cazzano di Tramigna, proprio nell'area del Veronese dove Gino Magnabosco era solito lavorare e dove la sua attività vinicola era profondamente radicata.
Il cordoglio della comunità
La notizia della scomparsa di Gino Magnabosco ha generato profondo dolore e cordoglio. La sua morte è stata confermata anche dal consigliere regionale veneto Matteo Pressi, già sindaco di Soave, che ha espresso il suo dispiacere attraverso un messaggio pubblicato sui propri profili social.
Nel suo commosso ricordo, Pressi ha scritto: “Gino Magnabosco, uno di noi, non è più tra noi. È un giorno triste”, sottolineando il legame dell'imprenditore con il territorio e la sua gente.
Il legame di Magnabosco con la Cantina Monte Tondo di Soave era indissolubile, e la sua figura era un punto di riferimento per il settore vinicolo locale. Mentre la comunità si stringe nel dolore, gli accertamenti affidati ai Carabinieri e allo Spisal proseguono senza sosta per chiarire ogni dettaglio sulla dinamica del ribaltamento del trattore in località Campiano, un evento che ha privato il Veronese di un suo stimato concittadino e imprenditore.