A Trieste, il 18 settembre 2026, si è tenuto il primo significativo appuntamento del progetto annuale “Un Mare di Possibilità”, un’iniziativa dedicata a sei giovani ciechi e ipovedenti dell’Istituto regionale Rittmeyer per i ciechi. L’evento ha offerto ai partecipanti un’esperienza unica di navigazione assistita nelle acque del Golfo di Trieste, con l’obiettivo primario di rafforzare la loro autonomia, accrescere la fiducia nelle proprie capacità e stimolare una maggiore partecipazione alla vita sociale.

Il progetto, concepito come un percorso annuale e rinnovabile, è promosso dall’Associazione Téchne & Arts ETS in collaborazione stretta con l’Istituto regionale Rittmeyer per i ciechi.

L’ampia rete di supporto include il patrocinio del Comune di Trieste e il contributo fondamentale di enti come la Lega Navale Italiana - sezione di Trieste, il Rotary Club Trieste Alto Adriatico e le Fondazioni Casali. Questa sinergia tra istituzioni e associazioni mira a valorizzare le potenzialità delle persone con disabilità visiva attraverso un’attività in mare attentamente strutturata e supportata da educatori e operatori qualificati.

La giornata alla Lega Navale

Il cuore del primo incontro si è svolto presso la sede della Lega Navale Italiana - sezione di Trieste, situata in Molo Fratelli Bandiera 9. La giornata ha avuto inizio alle ore 11:30 con una presentazione ufficiale del progetto, che ha preceduto l’emozionante uscita in mare.

All’evento hanno preso parte numerose personalità e rappresentanti degli enti coinvolti, sottolineando l’importanza e la rilevanza dell’iniziativa per la comunità.

Tra i presenti figuravano Marino Predonzani, presidente dell’Associazione Téchne & Arts ETS, Massimo Tognolli, assessore alle Politiche sociali del Comune di Trieste, e Lorenzo Capaldo, commissario straordinario dell’Istituto regionale Rittmeyer per i ciechi. Erano inoltre presenti Roberto Benedetti, presidente della Lega Navale Italiana - sezione di Trieste, Stefano Rivoltella, presidente del Rotary Club Trieste Alto Adriatico, Elvira Fulco, responsabile della segreteria delle Fondazioni Casali, ed Enrico Bearzi, presidente dell’associazione Velisti dell’Anima, tutti uniti nel sostenere questa lodevole iniziativa.

A seguito della conferenza stampa e di un momento di confronto e incontro, i sei giovani partecipanti hanno avuto l’opportunità di salire in barca per l’attesa uscita assistita. L’attività è stata condotta con la massima attenzione, garantendo la presenza costante di due educatori qualificati e rispettando scrupolosamente le esigenze specifiche di ciascun ragazzo. L’intero percorso è stato progettato con una forte enfasi sulla sicurezza e sull’adattamento delle attività alle peculiarità della disabilità visiva, assicurando un’esperienza inclusiva e formativa.

Autonomia, integrazione e partecipazione

Gli interventi dei rappresentanti degli enti promotori e sostenitori hanno evidenziato il profondo legame tra l’esperienza di navigazione assistita e i temi cruciali dell’autonomia personale, dell’integrazione e della piena partecipazione sociale.

Si è sottolineato come un’attività apparentemente semplice come la navigazione possa diventare un potente strumento per abbattere barriere, rafforzare l’autostima e promuovere l’inclusione, offrendo ai giovani con disabilità visiva nuove prospettive e opportunità di crescita.