Un nuovo appello è stato lanciato l’8 settembre 2026 da Angelica Racanati, figlia di Domenico Racanati, il marittimo di Bisceglie scomparso in seguito al tragico crollo del ponte sul Trigno avvenuto il 2 aprile 2026. L’uomo, un 53enne, non è più stato ritrovato dopo il cedimento del viadotto sul fiume Trigno, in Molise, durante la piena causata da una violenta alluvione. La richiesta di Angelica è chiara: è indispensabile accertare se suo padre possa trovarsi ancora sotto le macerie del ponte, e la vicenda non può dirsi conclusa prima che i tronconi caduti in acqua vengano rimossi e ispezionati.
Attraverso un messaggio sui social, Angelica Racanati ha espresso con forza il suo dolore e la sua determinazione: “Dovete trovare mio padre”. L’appello sottolinea la persistenza di detriti e blocchi strutturali sotto il ponte, elementi non ancora adeguatamente verificati che potrebbero celare la verità sulla sorte di Domenico Racanati. La figlia si oppone fermamente all’idea di procedere con la costruzione di un nuovo ponte o di soluzioni alternative finché il viadotto crollato rimane sotto sequestro e senza una risposta definitiva sulla presenza del padre. Ogni altra iniziativa sarebbe prematura.
Le ricerche e i controlli con il magnetometro
Nonostante gli sforzi, le ricerche finora condotte non hanno portato al ritrovamento dell’uomo.
Tra le operazioni, l’avvio di lavori di dragaggio nel corso d’acqua non ha permesso di rintracciare Domenico Racanati. L’appello di Angelica giunge dopo che sono stati eseguiti specifici controlli nei punti indicati dal magnetometro. Questo strumento aveva segnalato la potenziale presenza di masse metalliche. Tuttavia, le verifiche successive non hanno dato esito positivo: non è emersa alcuna traccia né di Domenico Racanati né della sua auto nelle aree segnalate, lasciando la famiglia in profonda incertezza.
L’esito negativo delle verifiche nel fiume ha rafforzato la convinzione della famiglia che sia prioritario concentrare gli sforzi sotto le macerie del ponte, dove un controllo esaustivo non è ancora avvenuto.
Vanessa, moglie di Domenico Racanati, e la figlia Angelica hanno reiterato la richiesta che i blocchi del viadotto vengano rimossi e ispezionati. La loro istanza include la prosecuzione incessante delle ricerche e un controllo attento dei materiali caduti, con l’obiettivo di non lasciare irrisolta la domanda sulla possibile presenza dell’uomo sotto i tronconi del ponte. La famiglia chiede che ogni sforzo sia compiuto per accertare la verità e chiudere la vicenda con una risposta definitiva, prima di considerare ipotesi di ricostruzione o alternative.