Un accorato appello è stato rilanciato da Angelica Racanati, figlia di Domenico Racanati, il marittimo di Bisceglie scomparso nel crollo del ponte sul fiume Trigno avvenuto il 2 aprile 2026. Da Montenero di Bisaccia, la donna ha chiesto con fermezza: «Dovete trovare mio padre». A mesi dal tragico evento, Domenico Racanati risulta ancora disperso, e le ricerche finora non hanno condotto al suo ritrovamento. Il messaggio, diffuso sui social, evidenzia l'urgenza di risposte concrete sulla sorte del congiunto.
L'appello di Angelica si concentra sulla necessità di completare ogni verifica nell'area del ponte crollato prima di avviare qualsiasi progetto di ricostruzione o di pianificare collegamenti viari alternativi.
La figlia di Domenico Racanati contesta l'idea di procedere con il ripristino della viabilità, o di «voltare pagina», senza una risposta definitiva sulla possibile presenza del padre e della sua autovettura sotto le macerie del viadotto o nelle vicinanze. La sua domanda risuona forte: «Mio padre è ancora lì sotto o no?», sottolineando la priorità di rimuovere e controllare i resti del ponte.
Ricerche nell'alveo e l'insistenza sulle macerie
Questo nuovo intervento pubblico della famiglia giunge dopo le recenti attività di controllo sui punti indicati dal magnetometro, che aveva segnalato la presenza di metallo nell'alveo del fiume. Tuttavia, le verifiche nell'alveo non hanno prodotto esito positivo.
Anche il dragaggio del corso d'acqua, iniziato il 7 settembre 2026, non ha portato al ritrovamento di Domenico Racanati. Per la famiglia, l'assenza di riscontri nel fiume rende indispensabile proseguire le ricerche sotto i blocchi e i tronconi del viadotto crollato finiti in acqua.
La moglie, Vanessa, e la figlia, Angelica, chiedono congiuntamente che le macerie del ponte vengano rimosse e attentamente controllate. La loro istanza non mira a un semplice mantenimento dello stato attuale, bensì a un intervento meticoloso che permetta di esplorare a fondo tutte le aree non ancora raggiunte. Nel messaggio di Angelica, emerge la netta contrarietà a considerare la vicenda unicamente come una questione di ripristino stradale.
Per la famiglia, è inaccettabile che la sorte del padre e dell'auto con cui si trovava nella zona del crollo rimanga senza una chiara e definitiva risposta.
Il ponte sul Trigno e gli elementi da conservare
Domenico Racanati, marittimo di Bisceglie, aveva 53 anni al momento della sua tragica scomparsa. La vicenda risale al 2 aprile 2026, quando il ponte sul fiume Trigno, in Molise, è crollato mentre l'uomo lo stava attraversando con la sua autovettura. Questo evento ha lasciato un vuoto e ha aperto interrogativi fondamentali sulla dinamica del cedimento e sulle responsabilità. La famiglia, tramite gli appelli di Vanessa e Angelica, insiste sulla necessità di un'indagine approfondita e di una gestione attenta del sito del crollo.
La richiesta di rimuovere e controllare le macerie non è solo finalizzata al ritrovamento di Domenico, ma sottintende anche l'importanza di preservare ogni possibile traccia o elemento utile che possa contribuire a fare piena luce sulle cause del disastro. La ricerca della verità e l'accertamento delle responsabilità sono aspetti inscindibili dalla richiesta di ritrovare il congiunto, prima che ogni intervento di ricostruzione alteri irrimediabilmente lo scenario.