Salvatore Ocone, imputato per la tragica strage familiare di Paupisi, è stato ritenuto capace di intendere e di volere al momento dei fatti contestati e in grado di stare coscientemente in giudizio. Questa è la conclusione emersa dalla perizia psichiatrica depositata presso il tribunale di Benevento, un passaggio cruciale nel processo a carico dell’uomo.

Il procedimento giudiziario riguarda l’accusa di aver ucciso la moglie, Elisa Polcino, e il figlio quindicenne, Cosimo, il 30 settembre 2025, a colpi di pietra. Nella medesima drammatica vicenda, la figlia Antonia è stata gravemente ferita, ma è riuscita a sopravvivere.

Dopo gli eventi, Ocone si è allontanato dal paese campano, portando con sé in auto i due figli. La sua fuga si è interrotta alcune ore più tardi nelle campagne circostanti Campobasso, dove è stato rintracciato e catturato dalle forze dell’ordine. Il processo si sta svolgendo dinanzi alla Corte di Assise di Benevento, e la perizia è stata disposta dai giudici in vista della prossima udienza, fissata per il 16 settembre 2026.

Le conclusioni della perizia psichiatrica

La valutazione psichiatrica è stata condotta dal dottor Vincenzo Scarallo, dirigente medico e psichiatra presso l'ospedale Cotugno di Napoli. La relazione finale, estesa per meno di quaranta pagine, ha fornito una dettagliata ricostruzione della personalità dell’imputato.

Il documento ha evidenziato la presenza di deliri, allucinazioni e una generale alterazione del senso della realtà. Durante i colloqui investigativi, avvenuti nel carcere di Capodimonte, Ocone avrebbe dichiarato di aver ucciso la moglie perché la riteneva “posseduta dal demonio”.

Nonostante questi elementi, il perito, incaricato dal presidente della Corte di Assise di Benevento, Sergio Pezza, ha rilevato che i principali parametri funzionali dell’imputato risultavano essere conservati. È proprio da questa attenta valutazione che deriva la ferma conclusione sulla sua piena capacità di intendere e di volere al momento della commissione dei fatti, nonché sulla sua attuale possibilità di partecipare coscientemente al giudizio.

Lo psichiatra sarà chiamato a deporre e a illustrare le sue conclusioni ai giudici durante l’udienza del 16 settembre 2026.

Il percorso processuale e le tappe

La richiesta di una perizia psichiatrica per l’imputato era stata accolta nel corso della prima udienza del processo, tenutasi il 20 maggio 2026. In quella fase iniziale, l’incarico per l’accertamento specialistico era stato formalmente conferito il 10 giugno. Già in precedenza, la consulenza tecnica di parte della procura aveva espresso una valutazione che riteneva Ocone capace di intendere e di volere al momento della tragica strage familiare. Il percorso processuale prosegue con le prossime udienze che mirano a definire il quadro completo della vicenda.