A Bologna, nel mese di settembre 2026, gli inquirenti hanno interrogato Alberto Savi e Marino Occhipinti nell’ambito della nuova inchiesta della Procura sui crimini della banda della Uno Bianca. I due ex poliziotti hanno scelto di rispondere alle domande poste dai magistrati, fornendo il loro contributo all'indagine.

L’inchiesta, riaperta nel 2023, è scaturita da un esposto presentato dai familiari delle vittime, assistiti dagli avvocati Alessandro Gamberini e Luca Moser. L'obiettivo primario è individuare eventuali complici e mandanti che potrebbero aver supportato le azioni del gruppo criminale.

Il procedimento investigativo comprende due fascicoli distinti, affidati alla procuratrice aggiunta Lucia Russo e al pubblico ministero Andrea De Feis, sotto il coordinamento del procuratore capo Paolo Guido. La banda della Uno Bianca, tristemente nota, è stata attiva tra il 1987 e il 1994, seminando terrore principalmente nelle regioni dell'Emilia-Romagna e delle Marche. Durante quel periodo, i crimini attribuiti al gruppo hanno causato la morte di 23 persone e il ferimento di oltre cento individui.

Le domande ad Alberto Savi e i presunti "agenti di copertura"

Alberto Savi, 61 anni, il più giovane dei fratelli Savi e anch'egli un ex poliziotto, è stato assistito dall’avvocata Annamaria Marin durante l'interrogatorio.

Gli inquirenti si sono concentrati su elementi relativi alla strage del Pilastro, avvenuta il 4 gennaio 1991, un episodio cruciale nella storia della banda.

Tra i punti salienti dell’inchiesta rientrano anche alcune dichiarazioni rilasciate da Savi nel 1995. All'epoca, mentre era detenuto in carcere, Savi avrebbe confidato a compagni di cella che il sodalizio criminale godeva del supporto di presunti "agenti di copertura", un dettaglio che ora viene nuovamente esaminato dagli investigatori.

Condannato all’ergastolo, Alberto Savi è attualmente detenuto a Padova, ma da diversi mesi si trova in regime di semilibertà. Il suo percorso di reinserimento sociale è avviato da tempo, e dal 2017 gode regolarmente di permessi.

La sua posizione e le sue precedenti affermazioni sono attentamente valutate nell'ambito dell'attività istruttoria collegata a questa nuova indagine bolognese.

Marino Occhipinti: l'agenda del 1988 e i legami personali

Per quanto riguarda Marino Occhipinti, l'inchiesta ha richiamato l'attenzione su un dettaglio significativo: una pagina della sua agenda personale risalente al 1988. In questo foglio, legato alla lista degli invitati al suo matrimonio, compaiono i nomi di Savi, Gugliotta e Vallicelli.

È stato accertato che alle nozze erano presenti quasi tutti i componenti della banda della Uno Bianca. Questo particolare viene considerato rilevante dagli inquirenti, poiché evidenzia i rapporti personali e non solo lavorativi o criminali che legavano i membri del gruppo, offrendo una prospettiva più ampia sulle dinamiche interne.

La nuova attività investigativa non si limita a episodi inediti, ma riguarda anche alcuni eventi già al centro della complessa storia giudiziaria della Uno Bianca. I fascicoli aperti per questa indagine riguardano il reato di concorso in omicidio volontario e,