Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha sottolineato l'importanza di affrontare la criminalità organizzata anche nel territorio regionale, intervenendo questa mattina, 21 settembre 2026, al liceo Brocchi di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza. L'occasione è stata un significativo incontro con gli studenti, tenutosi in memoria del giudice Rosario Livatino, figura simbolo della lotta alla mafia. All'iniziativa ha preso parte anche la procuratrice distrettuale antimafia di Venezia, Alessandra Dolci, evidenziando la sinergia tra le istituzioni nel contrasto al fenomeno.

Il cuore del dibattito ha riguardato il profondo legame tra legalità, azione delle istituzioni e la costante battaglia contro la criminalità organizzata, con un focus specifico sul contesto veneto. Stefani ha richiamato con forza il coinvolgimento della regione in queste delicate questioni, sfatando il pregiudizio che la mafia sia un problema esclusivamente meridionale. "Parlare di mafia oggi non significa soltanto parlare di regioni del Sud, dove la mafia è nata. Anche il Veneto è fortemente coinvolto in questa terribile questione", ha dichiarato il presidente, evidenziando come il fenomeno, pur manifestandosi con proporzioni diverse rispetto ad altre aree del Paese, richieda un'attenzione e strumenti specifici per essere efficacemente contrastato anche a livello locale.

L'impegno per la legalità e il ruolo della scuola

L'incontro ha visto la partecipazione attiva di oltre 300 studenti, confermando il ruolo cruciale della scuola come luogo privilegiato per il confronto pubblico su temi di tale rilevanza. Stefani ha ribadito l'importanza di dotare il Veneto di tutti gli strumenti necessari per affrontare questa sfida. "È un tema che abbiamo affrontato assieme ad oltre 300 studenti stamattina, e credo che una regione come il Veneto abbia la necessità di dotarsi di tutti gli strumenti necessari per affrontare questa sfida, che è una sfida che riguarda anche il Veneto, chiaramente in proporzioni diverse da altre regioni", ha affermato. L'educazione alla legalità e la sensibilizzazione delle nuove generazioni sono state indicate come pilastri fondamentali per costruire una società più giusta e resiliente.

L'appuntamento al liceo G.B. Brocchi è stato promosso nel 36° anniversario dell'assassinio di Rosario Livatino, il "giudice ragazzino", la cui memoria continua a ispirare l'impegno civile. L'iniziativa, intitolata "In memoria di Rosario Livatino: la sinergia tra le istituzioni nel contrasto alla criminalità organizzata in Veneto", ha visto la partecipazione, oltre a Stefani e Dolci, anche del sindaco di Bassano del Grappa, Nicola Finco, a testimonianza di un fronte comune contro ogni forma di illegalità.

Il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla mafia

Durante la mattinata, sono stati presentati dati significativi sui beni confiscati alla mafia nel territorio veneto. Il presidente Stefani ha evidenziato come la regione disponga di "centinaia di immobili che sono stati confiscati in primo grado alla mafia".

L'obiettivo primario è quello di restituire questi beni alla collettività, trasformandoli in risorse per la comunità. "Vogliamo restituire ad associazioni sociali, di carattere sociale ai cittadini, magari anche a tanti giovani, magari perché no, condividere anche con questi ragazzi delle destinazioni", ha spiegato Stefani, sottolineando la volontà di coinvolgere attivamente i giovani nella scelta delle destinazioni d'uso, per un riutilizzo sociale che rafforzi il tessuto civile e contrasti la cultura mafiosa. Il recupero e la valorizzazione di questi immobili rappresentano un segnale concreto di vittoria dello Stato sulla criminalità organizzata e un investimento nel futuro del territorio.