Gli incendi che hanno interessato l'Alto Tirreno cosentino, in particolare l'area compresa tra Santa Domenica Talao e Orsomarso, sono stati finalmente domati nella mattinata del 23 settembre 2026. I roghi, alimentati da forti raffiche di vento, avevano imperversato per tutta la notte, estendendosi nei pressi del fiume Lao.

Le fiamme hanno devastato vaste aree, colpendo campi caratterizzati da vegetazione secca, vigne, uliveti e frutteti. Anche la macchia mediterranea e numerosi alberi di alto fusto sono stati interessati dall'avanzata del fuoco.

Nonostante la vicinanza ad alcune abitazioni, gli incendi non hanno fortunatamente causato danni a persone o cose, ma hanno generato momenti di apprensione tra i residenti.

Il vento forte non ha solo alimentato i roghi, ma ha anche provocato un altro significativo disagio: la caduta di un albero sulla Strada provinciale 10, nel territorio di Orsomarso. L'incidente ha richiesto un tempestivo intervento per la rimozione della pianta e il conseguente ripristino della circolazione veicolare. Sul fronte degli incendi, i volontari dell'associazione di protezione civile Falchi del Pollino sono intervenuti con mezzi specifici per lo spegnimento, coordinando le operazioni dalla centrale operativa. Nello stesso periodo, ulteriori focolai sono stati segnalati in altre località dell'Alto Tirreno cosentino, come San Nicola Arcella e Maierà.

La dinamica dei roghi e le aree colpite

Il quadro degli eventi si inserisce in una porzione del Tirreno cosentino particolarmente vulnerabile, caratterizzata da un'alternanza di aree agricole, vegetazione secca e macchia mediterranea. Tra Santa Domenica Talao e Orsomarso, il fuoco ha raggiunto coltivazioni e alberi, rendendo cruciale il monitoraggio costante dei fronti attivi a causa della prossimità con le abitazioni. L'azione dei volontari dei Falchi del Pollino si è concentrata in modo specifico sui roghi sviluppatisi tra i due comuni, gestendo con efficacia le operazioni di spegnimento con i mezzi a disposizione.

Questa ondata di incendi si collega a un contesto già problematico per l'Alto Tirreno cosentino.

Già il 15 settembre 2026, infatti, erano state registrate fiamme tra Aieta e Santa Domenica Talao, nell'area del Pollino, causando la distruzione di ettari di vegetazione. In quella precedente circostanza, il rogo, originato in comuni confinanti nei giorni precedenti, si era ulteriormente propagato durante la notte, sempre a causa delle raffiche di vento che ne avevano favorito l'espansione.

L'impatto del vento sulla viabilità e sul territorio

Le raffiche di vento hanno dimostrato di avere un impatto significativo non solo sull'intensità e la propagazione degli incendi, ma anche sulla sicurezza della viabilità. L'episodio della caduta dell'albero sulla Strada provinciale 10 a Orsomarso ne è una chiara testimonianza.

L'intervento per la rimozione del tronco e il successivo ripristino della circolazione ha evidenziato come le condizioni meteorologiche avverse possano creare disagi e pericoli immediati. Questo evento si aggiunge agli effetti devastanti del vento, che ha continuato a influenzare negativamente l'andamento dei fronti di fuoco, rendendo più ardue le operazioni di contenimento e spegnimento in tutta l'area interessata.