A Crotone, il gestore di una stazione di servizio è stato denunciato in stato di libertà per frode in commercio. L'intervento dei finanzieri del Comando provinciale, datato 23 settembre 2026, ha portato al sequestro di circa 13mila litri di gasolio annacquato, due cisterne e otto colonnine di erogazione dell'impianto.
Le verifiche della Guardia di Finanza hanno accertato la presenza di 513,5 litri di acqua su un totale di 12.797 litri di prodotto, pari al 4,01%. Il carburante, destinato alla distribuzione, è stato individuato dopo numerose segnalazioni di automobilisti che avevano riscontrato gravi danni meccanici alle proprie vetture subito dopo il rifornimento.
Controlli e sequestro del carburante adulterato
Gli accertamenti tecnici sui serbatoi dell'impianto sono stati eseguiti anche con aste metriche e pasta idrosensibile, strumenti specifici per rilevare l'acqua nel gasolio, confermando le anomalie lamentate dagli automobilisti.
Il sequestro probatorio ha interessato due cisterne e otto colonnine di erogazione, impedendo la distribuzione del prodotto alterato. La quantità di acqua rilevata, 513,5 litri su 12.797 litri di gasolio, ha evidenziato una contaminazione superiore al 4%.
Denuncia per frode nell'esercizio del commercio
Il gestore dell'impianto, un uomo di 53 anni, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Crotone con l'ipotesi di reato di frode nell'esercizio del commercio, ai sensi dell'articolo 515 del codice penale.
La denuncia è l'esito dell'attività dei finanzieri, scaturita dalle segnalazioni dei cittadini e dagli accertamenti tecnici sul carburante.
L'operazione si inserisce nella vigilanza sulla filiera di distribuzione dei carburanti e sulla regolarità delle attività commerciali. Restano da chiarire le cause della presenza dell'acqua nelle cisterne e le eventuali responsabilità connesse alla contaminazione. Le indagini sono partite dai danni e malfunzionamenti segnalati dagli automobilisti.