Quattro uomini di origini straniere, tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare, sono stati individuati e risultano indagati dalla polizia nell’ambito di un’inchiesta su una violenta rissa avvenuta nel pomeriggio del 9 luglio 2026 nel centro di Viareggio, in provincia di Lucca. Lo scontro, che ha coinvolto circa dieci persone, ha visto un 27enne rimanere gravemente ferito a un polmone da un fendente sferrato con un cacciavite.

Ai quattro indagati, di 36, 24 e 33 anni (due dei quali coetanei), vengono contestati a vario titolo i reati di rissa aggravata, lesioni personali gravissime e minacce.

Dopo l’episodio, all’arrivo dei primi equipaggi di polizia, i partecipanti alla colluttazione si erano già dileguati. Poco dopo, a seguito di una segnalazione da parte del personale sanitario, gli agenti hanno rintracciato la vittima principale dell’aggressione, il 27enne, che presentava ferite evidenti e gravi ed è stato immediatamente ricoverato in prognosi riservata.

La dinamica dello scontro nel cuore della città

La rissa si è consumata tra via Fratti, Corso Garibaldi e piazza Pieri e Paolini, aree centrali della città. Erano circa le 14 quando la centrale operativa ha attivato l’intervento d’urgenza delle Volanti della polizia, a seguito delle numerose segnalazioni giunte al numero di emergenza 112.

Tuttavia, all’arrivo dei poliziotti sul posto, le persone coinvolte si erano già allontanate dall’area. Il giovane ferito è stato successivamente soccorso in via Virgilio dal personale del 118.

Il 27enne, cittadino straniero, è stato trasportato d’urgenza in ospedale per le cure del caso. Gli accertamenti sanitari hanno purtroppo riscontrato uno pneumotorace, una grave condizione polmonare, provocato dal colpo inferto con il cacciavite. Il ricovero in prognosi riservata è un elemento cruciale che rientra nella contestazione delle lesioni personali gravissime, formulata a vario titolo nell’inchiesta in corso.

Le indagini tra filmati e varchi elettronici

Gli investigatori hanno meticolosamente ricostruito la fuga dei responsabili dopo la rissa, avvalendosi di un incrocio sistematico tra i filmati acquisiti dai sistemi di videosorveglianza e i dati registrati dai varchi del sistema automatico di lettura targhe, parte integrante della rete di controllo cittadina.

Questi accertamenti approfonditi hanno permesso di risalire con precisione ai veicoli utilizzati per allontanarsi dalla scena del crimine e, di conseguenza, di identificare i componenti del gruppo indicato nell’inchiesta come il presunto aggressore.

Nelle delicate verifiche investigative è stato fondamentale anche l’apporto specialistico della polizia scientifica. Le indagini, condotte con determinazione dalla polizia del commissariato locale, hanno riguardato sia le immagini disponibili per l'analisi forense.