Un uomo è stato denunciato nel Vibonese dalla Guardia di Finanza per aver utilizzato tre false identità al fine di ottenere il reddito di cittadinanza. L'operazione, resa nota a Vibo Valentia il 5 settembre 2026, ha comportato un sequestro preventivo di beni del valore complessivo di circa 12.500 euro, a seguito di accertamenti sui benefici economici collegati alle identità contestate.
Le indagini sui movimenti finanziari
Le indagini dei finanzieri si sono concentrate sulle tre carte prepagate dove venivano accreditati i sussidi. La ricostruzione dei movimenti finanziari ha permesso di individuare 22 pagamenti, per oltre 9.000 euro, tutti diretti a una pasticceria.
Questa analisi dei flussi di denaro è stata cruciale per collegare le operazioni alle identità fittizie utilizzate dall'indagato.
L'uomo è già noto alle forze dell'ordine e risulta legato da rapporti di parentela a una cosca di ’ndrangheta attiva nel Vibonese. Questi elementi sono stati considerati nel contesto della sua posizione e degli accertamenti patrimoniali.
Il quadro dei controlli nazionali sul reddito di cittadinanza
Il caso rientra in un più ampio contesto di controlli sulle indebite percezioni di prestazioni assistenziali. A livello nazionale, un'attività di analisi del rischio condotta dall'INPS in collaborazione con la Guardia di Finanza ha individuato, da gennaio 2025, oltre 3.300 percettori del reddito di cittadinanza privi dei requisiti.
Le indebite percezioni accertate superano i 43 milioni di euro.
Le verifiche nazionali hanno riguardato situazioni con stato detentivo o condanne ostative non dichiarate, e beneficiari con partite IVA, cariche o partecipazioni societarie potenzialmente incompatibili con il beneficio. L'obiettivo è garantire la corretta erogazione dei fondi pubblici.