Un incendio è divampato nel pomeriggio del 2 settembre 2026 presso la piattaforma ecologica di Montebellino, situata alle porte di Pavia. Le fiamme hanno interessato specificamente il reparto destinato alla raccolta di batterie ed elettrodomestici, generando una situazione di allarme. Per domare il rogo, sono intervenute prontamente le squadre dei vigili del fuoco di Pavia e Mede, che hanno lavorato incessantemente per ben tre ore prima di riuscire a spegnere completamente l'incendio.
L'evento ha causato la formazione di una densa colonna di fumo nero, la cui visibilità si estendeva anche a distanza, suscitando preoccupazione tra la popolazione.
Oltre ai vigili del fuoco, sul luogo dell'incendio sono giunti anche i carabinieri e i tecnici dell'Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente), incaricati di effettuare i rilievi e i controlli necessari in relazione all'impatto ambientale del rogo. Le informazioni raccolte sul posto indicano inoltre l'intervento della polizia e di tre diverse squadre di pompieri, a testimonianza della complessità dell'operazione. Attualmente, sono in corso gli accertamenti per stabilire le cause esatte che hanno innescato l'incendio.
Dettagli sull'intervento a Montebellino
La piattaforma ecologica di Montebellino, punto di riferimento per la raccolta e lo stoccaggio di materiali alle porte di Pavia, è stata teatro dell'incendio che il 2 settembre 2026 ha colpito il reparto dedicato a batterie ed elettrodomestici.
Questo settore, distinto e specifico all'interno dell'impianto, è stato il fulcro dell'intervento delle squadre di soccorso. I vigili del fuoco hanno operato con determinazione fino al completo spegnimento delle fiamme, mentre le forze dell'ordine e i tecnici ambientali hanno svolto le loro attività di competenza nell'area direttamente coinvolta dal rogo.
La vistosa colonna di fumo nero, che si è levata dalla zona della piattaforma, è stata uno degli elementi più evidenti e preoccupanti dell'incidente, risultando chiaramente percepibile anche da lontano. Le indagini in corso mirano a chiarire l'origine precisa del rogo. Al momento, le ricostruzioni disponibili non forniscono indicazioni definitive sulle cause dell'incendio, lasciando aperte tutte le ipotesi.
Un precedente rogo nella stessa discarica
L'incendio del 2 settembre 2026 non rappresenta il primo episodio di questo tipo nella zona. La discarica Asm di Montebellino aveva già registrato un precedente rogo all'inizio del mese di agosto. In quell'occasione, le fiamme avevano interessato un cumulo di rifiuti ingombranti e, grazie al rapido intervento dei vigili del fuoco, erano state domate in circa due ore. Sebbene entrambi gli eventi si siano verificati nella stessa area di Montebellino, è importante sottolineare che il punto e la tipologia di materiali coinvolti erano differenti rispetto al reparto batterie ed elettrodomestici colpito dal più recente incendio. Questo dettaglio evidenzia la necessità di mantenere alta l'attenzione sulla sicurezza dell'intera struttura.
Il fatto centrale del 2 settembre 2026 rimane l'incendio sviluppatosi nell'area di raccolta e stoccaggio di materiali elettrici ed elettronici, un settore particolarmente delicato per la potenziale emissione di sostanze nocive. Le autorità continuano a monitorare la situazione e a condurre le indagini per prevenire futuri episodi e garantire la sicurezza ambientale e pubblica.