A Bologna, il 27 settembre 2026, si è tenuta nella basilica di San Petronio la solenne liturgia di beatificazione di tre sacerdoti martiri dell’eccidio nazista di Marzabotto. L'evento ha visto l'intervento del Cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, che ha richiamato con forza l'appello a essere "artigiani di pace" e a trasformare le comunità in "case di pace e di non violenza". Il Cardinale Zuppi ha collegato questo monito alla violenza che ancora oggi segna il mondo, pronunciando l'espressione toccante: "Troppe guerre, troppe Monte Sole".

Il messaggio del Cardinale Zuppi: pace e non neutralità

Durante la celebrazione, il Cardinale Zuppi ha delineato le figure dei tre nuovi beati – don Ubaldo Marchioni, sacerdote diocesano; don Elia Comini, salesiano; e padre Martino Capelli, dehoniano – come esempi luminosi. Pur distinti per storia personale e sensibilità, essi furono accomunati da un profondo amore per Cristo e per le persone affidate al loro ministero. Un elemento centrale del suo intervento è stata la loro scelta coraggiosa di restare accanto alla comunità, anche di fronte alla paura più estrema.

Il Cardinale ha evidenziato come tale comportamento sia intrinsecamente legato al tema della non neutralità di fronte a determinate guerre e conflitti.

I tre sacerdoti, ha sottolineato Zuppi, rimasero saldamente al fianco dei loro fratelli e sorelle, inermi e profondamente legati sia a Cristo che al prossimo. Questa dedizione, ha aggiunto, richiama la presenza costante di Gesù accanto all'umanità sofferente, in un mondo ancora oggi afflitto da dolore, bisognoso di speranza e animato dal desiderio di una vita piena.

L'omelia ha così creato un ponte significativo tra la beatificazione dei preti martiri di Marzabotto, la tragica memoria di Monte Sole e il potente linguaggio della pace che ha permeato l'intero rito celebrato nella città di Bologna.

La memoria dell'eccidio di Marzabotto e il sacrificio dei beati

La beatificazione ha posto in risalto le figure di don Ubaldo Marchioni, don Elia Comini e padre Martino Capelli, le cui vite furono spezzate durante l'eccidio di Monte Sole, tristemente noto anche come eccidio di Marzabotto.

Questa atroce strage, perpetrata in provincia di Bologna tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, causò la morte di ben 770 vittime innocenti.

Tra le vittime di quella barbarie, si annoverano i tre sacerdoti ora elevati agli onori degli altari. Don Ubaldo Marchioni, all'età di 26 anni, don Elia Comini, di 34 anni, e padre Martino Capelli, di 32 anni, pagarono con la vita la loro fedeltà al ministero e alla comunità.

In particolare, don Ubaldo Marchioni fu barbaramente ucciso a Casaglia, un'area compresa nel territorio di Monte Sole, dopo aver scelto di rimanere incondizionatamente al fianco della popolazione. Analogamente, don Elia Comini, membro della congregazione salesiana, trovò la morte il 1° ottobre 1944 presso Pioppe di Salvaro. Fu catturato mentre, con spirito di carità, prestava assistenza religiosa agli agonizzanti durante l'orrore dell'eccidio.