Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, è intervenuto il 2 ottobre 2026 ad Ancona in merito al tragico incidente avvenuto pochi giorni prima alla Fincantieri di Ancona, dove un operaio ha perso la vita e un altro lavoratore è rimasto gravemente ferito. L'intervento di Acquaroli, a margine di un evento di Confindustria nel capoluogo marchigiano, ha posto l'accento sul tema cruciale della sicurezza nei luoghi di lavoro, esprimendo profonda vicinanza alle persone coinvolte e ai loro familiari.

Acquaroli ha dichiarato con fermezza: “Morire sul lavoro è sempre inaccettabile.

Proseguiremo l'impegno per la sicurezza in tutti i tavoli”. Il presidente ha inoltre rivolto un messaggio diretto di solidarietà: “Vicinanza ai familiari della vittima e all'operaio ferito”. Le sue parole si riferiscono all'incidente nello stabilimento Fincantieri di Ancona, un evento che ha scosso la comunità e riacceso il dibattito sulla tutela dei lavoratori.

La tragedia alla Fincantieri di Ancona e la reazione sindacale

L'episodio menzionato da Acquaroli riguarda la morte di Sofiane Boutraa e il grave ferimento di Kabir Mohidul, entrambi operai dello stabilimento Fincantieri di Ancona. Questa tragedia ha immediatamente richiamato l'attenzione dei sindacati metalmeccanici, che hanno denunciato le criticità legate alla sicurezza negli stabilimenti del gruppo.

In risposta all'incidente, Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero di due ore alla fine di ogni turno in tutti gli stabilimenti Fincantieri d'Italia. La mobilitazione sindacale è stata motivata dalla necessità di affrontare i rischi connessi a un sistema di appalti complesso, alla frammentazione del lavoro, alla precarietà e alle differenze di formazione ed esperienza tra i lavoratori. Ad Ancona, in particolare, il presidio davanti allo stabilimento Fincantieri è stato accompagnato da uno sciopero di otto ore, sottolineando la gravità della situazione locale.

I dati sugli infortuni e le richieste per la sicurezza nelle Marche

I dati Inail, elaborati da IRES Cgil Marche, rivelano un quadro preoccupante per la regione.

Nel periodo compreso tra gennaio e luglio 2026, sono stati denunciati 10.134 infortuni sul lavoro nelle Marche, un dato in lieve aumento (+1,0%) rispetto allo stesso periodo del 2025. Nello stesso arco temporale, si sono contati 13 infortuni mortali.

L'analisi di questi dati evidenzia incrementi più marcati tra i lavoratori stranieri, sia comunitari che extra-UE, e nella fascia d'età tra i 30 e i 39 anni, indicando specifiche aree di vulnerabilità. Di fronte a questa situazione, la Cgil Marche ha sollecitato con urgenza maggiori risorse per la sicurezza e un piano straordinario di assunzioni per rafforzare la vigilanza e i controlli sui luoghi di lavoro, al fine di prevenire ulteriori tragedie.