Un ordigno artigianale è stato scoperto e rinvenuto il 3 ottobre 2026 in una strada situata alla periferia di Alghero, precisamente all'interno della zona di Carrabuffas. Il ritrovamento è avvenuto nel pomeriggio di sabato, lungo il rettilineo della circonvallazione in direzione di Valverde, un tratto stradale cruciale per la viabilità locale. L'allarme è scattato nelle ore pomeridiane di quel sabato 3 ottobre 2026, e la notizia è stata prontamente diffusa dalla città di Alghero alle 19:56, generando immediata attenzione.
Il manufatto, oggetto di grande preoccupazione, è stato descritto dalle prime osservazioni come un tubo metallico dal quale spuntavano visibilmente alcuni fili.
Le informazioni iniziali raccolte direttamente sul posto hanno ulteriormente specificato che l'oggetto appariva simile a un candelotto, completo di una miccia, rafforzando l'ipotesi che si trattasse di un potenziale ordigno. La sua inaspettata presenza ha innescato un'immediata reazione delle forze di polizia, che hanno provveduto con urgenza a delimitare e isolare l'intera area circostante, impedendo l'accesso al tratto interessato e garantendo la massima sicurezza in attesa dell'arrivo degli specialisti incaricati delle verifiche.
Intervento e messa in sicurezza nella zona di Carrabuffas
Sul luogo del ritrovamento, che ha richiesto un'azione coordinata, sono intervenute tempestivamente diverse unità: la polizia scientifica, la polizia locale e la polizia di Stato.
L'area specifica del rinvenimento è stata immediatamente isolata e messa in sicurezza, con le operazioni che si sono concentrate sulla strada periferica della città, prestando particolare attenzione al tratto della circonvallazione dove il manufatto era stato individuato. La presenza congiunta e l'azione sinergica delle pattuglie hanno permesso di delimitare efficacemente la zona, mantenendo sgomberato lo spazio vitale necessario per le imminenti verifiche tecniche e per la gestione dell'emergenza.
Il punto esatto in cui è stato segnalato l'ordigno si trova lungo la circonvallazione che conduce verso Valverde, in prossimità di una nuova rotatoria che, al momento del fatto, non era ancora stata collaudata e aperta al traffico.
Il ritrovamento è avvenuto specificamente all'interno del rettilineo che attraversa la vasta zona di Carrabuffas. Questa segnalazione ha catalizzato l'intervento e l'attenzione di tutte le forze presenti su quel tratto stradale, in attesa dell'arrivo degli artificieri, il cui compito cruciale sarà quello di verificare la natura precisa del manufatto e di procedere con tutte le attività necessarie per la sua eventuale neutralizzazione o rimozione in sicurezza.
L'intervento degli artificieri e l'avvio delle indagini
In base alle prime valutazioni, è stato stabilito che l'ordigno, per la sua natura e il rischio che rappresenta, dovrà essere fatto brillare dagli artificieri. Le verifiche tecniche e le successive operazioni di disinnesco o brillamento sono state affidate esclusivamente a questi specialisti altamente qualificati, incaricati di esaminare il manufatto con la massima cautela e di intervenire in totale sicurezza.
Il dispositivo è stato trattato con la massima serietà, come un potenziale ordigno esplosivo, fino al completamento di tutti gli accertamenti necessari, mantenendo l'intera area rigorosamente isolata per tutta la durata delle delicate operazioni.
Contestualmente al ritrovamento del manufatto, sono state prontamente avviate indagini approfondite da parte delle autorità competenti, con l'obiettivo primario di ricostruire l'accaduto in ogni suo dettaglio. Gli accertamenti mirano a chiarire le circostanze esatte del ritrovamento di questo manufatto nella strada periferica di Alghero e, soprattutto, a determinarne l'origine e l'eventuale responsabilità di chi possa averlo collocato in un luogo pubblico, mettendo a rischio la sicurezza della comunità.