La Guardia Costiera di Ancona ha condotto un'operazione significativa nelle aree portuali, culminata nel sequestro di circa 140 chilogrammi di prodotto ittico. L'intervento, avvenuto il 2 ottobre 2026, ha evidenziato gravi carenze nella tracciabilità del pescato, portando all'applicazione di sanzioni amministrative per un totale di 4.000 euro. Le verifiche, eseguite dai militari della Capitaneria di porto di Ancona e coordinate dal Centro di Controllo Pesca della Direzione Marittima delle Marche, hanno interessato due attività commerciali e un automezzo adibito al trasporto di prodotti della pesca, rivelando irregolarità sia nella vendita che nel trasporto.

L'azione di controllo si è concentrata specificamente nella zona portuale di Ancona, un'area nevralgica per il commercio e la movimentazione dei prodotti ittici. I militari hanno ispezionato con attenzione due esercizi commerciali e un veicolo impiegato per il trasporto del pescato, con l'obiettivo di verificare la conformità alle normative vigenti in materia di igiene e, in particolare, di tracciabilità. La Direzione Marittima delle Marche ha supervisionato l'intera operazione, sottolineando l'importanza di un controllo capillare sull'intera filiera.

Le indagini hanno confermato la mancanza della documentazione essenziale per attestare la provenienza e la tracciabilità del prodotto ittico. Questa assenza di informazioni cruciali ha reso impossibile risalire all'origine del pescato, configurando una violazione delle norme che tutelano i consumatori e garantiscono la sicurezza alimentare.

Di conseguenza, è scattato il sequestro amministrativo dei circa 140 chilogrammi di pesce e sono state elevate due sanzioni amministrative, per un ammontare complessivo di 4.000 euro, a carico degli operatori responsabili delle irregolarità.

Il destino del pescato sequestrato: devoluzione in beneficenza

Una volta completato il sequestro, una porzione del prodotto ittico è stata sottoposta a rigorosi accertamenti volti a verificarne l'idoneità al consumo umano. Solo dopo che tali verifiche hanno dato esito positivo, confermando la qualità e la sicurezza del pesce, si è proceduto alla sua devoluzione in beneficenza. La parte del pescato ritenuta idonea è stata quindi consegnata a un ente caritatevole operante sul territorio, trasformando un'azione repressiva in un gesto di solidarietà per la comunità locale.

Questo intervento della Guardia Costiera si inserisce in un più ampio dispositivo di controllo che la Direzione Marittima delle Marche attua sull'intera filiera ittica. L'obiettivo è monitorare e garantire la legalità e la sicurezza dei prodotti, dal mare fino ai punti vendita, proteggendo sia l'ecosistema marino sia la salute dei consumatori attraverso la verifica costante della tracciabilità e del rispetto delle normative vigenti nel settore.