Un vasto incendio, divampato la sera precedente sul Monte Pergola in provincia di Avellino, è stato quasi completamente domato nella tarda mattinata del 2 ottobre 2026. Le fiamme hanno devastato oltre dieci ettari di bosco, concentrandosi nell'area della Castelluccia, il punto più alto e impervio della montagna che sovrasta Solofra e la Valle dell'Irno.
Il fronte del fuoco ha raggiunto un'estensione di circa 500 metri. Le complesse operazioni di spegnimento hanno visto l'impiego congiunto di squadre della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e di operai forestali.
La difficile accessibilità dei focolai, localizzati nelle zone più impervie, ha reso necessario l'intervento di mezzi aerei, con l'utilizzo di un elicottero e un canadair, cruciali per spegnere le fiamme in alta quota.
Le zone colpite dal rogo
Il rogo ha interessato specificamente il Monte Pergola nel territorio di Solofra, coinvolgendo le aree di Sant'Andrea e Castelluccia. Le fiamme si sono propagate anche sul versante che sovrasta la galleria del raccordo Salerno-Avellino, distruggendo castagneti e macchia mediterranea. Durante la notte, il fronte ha ripreso forza ed estensione lungo il versante della montagna, spingendosi verso le aree al confine con il serinese e avvicinandosi alle abitazioni.
Le fiamme sono state visibili anche dal montorese, testimoniando la loro intensità.
Il sindaco di Solofra, Nicola Moretti, ha monitorato l'andamento dei soccorsi sin dalle prime fasi, dichiarando che i danni causati dall'incendio sono ingenti per il patrimonio boschivo e l'ecosistema locale.
Indagini sulle cause
I Carabinieri hanno avviato accertamenti per stabilire le cause dell'incendio. Tra le ipotesi al vaglio, non si esclude quella colposa, legata alla possibile propagazione delle fiamme da residui vegetali non correttamente gestiti. Le operazioni di contenimento e spegnimento sono state ulteriormente complicate dall'altitudine e dalla conformazione del terreno, che hanno limitato l'accesso diretto ai focolai, rendendo l'intervento a terra particolarmente arduo.
In Campania, la proroga dello stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi e il divieto di abbruciamento rimangono in vigore fino al 15 ottobre 2026. Questo provvedimento regionale è finalizzato a prevenire ulteriori roghi, regolamentando rigorosamente le attività che potrebbero favorire l'innesco o la propagazione delle fiamme nelle aree boschive e rurali, in un periodo considerato ad alto rischio.