Una donna di 89 anni, Ofelia Mazzia, è deceduta a Milano nella tarda serata di martedì 29 settembre 2026, poche ore dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso della Clinica Città Studi, una struttura privata convenzionata. L'episodio ha scatenato la reazione dei familiari, che hanno immediatamente presentato denuncia ai Carabinieri per accertare eventuali negligenze mediche. Parallelamente, la Regione Lombardia ha prontamente incaricato Ats Milano di avviare approfonditi accertamenti sugli aspetti organizzativi, assistenziali e clinici del percorso di cura seguito dalla paziente, al fine di fare piena luce sull'accaduto.
Nei giorni precedenti al decesso, l'anziana aveva manifestato sintomi preoccupanti, tra cui dolori al petto e alle braccia, accompagnati da significative difficoltà respiratorie. Il malessere era comparso già la mattina del 26 settembre, quando una dottoressa l'aveva visitata a domicilio. Tre giorni più tardi, con il riacutizzarsi dei sintomi, la nipote Giorgia aveva contattato un medico amico di famiglia, il quale aveva suggerito di allertare immediatamente l'ambulanza.
Il passaggio in pronto soccorso
La richiesta di soccorso al 112 era stata inoltrata alle 15:44. I sanitari intervenuti avevano eseguito un elettrocardiogramma e, alle 16:30, Ofelia Mazzia era giunta al pronto soccorso della Clinica Città Studi.
Al momento del triage, era stata ipotizzata la presenza di uno scompenso cardiaco, che avrebbe richiesto ulteriori approfondimenti diagnostici. Tuttavia, dopo una serie di accertamenti, la paziente era stata dimessa alle 22:28 della stessa sera.
I familiari hanno fermamente contestato le condizioni in cui la donna era stata dimessa, sostenendo che Ofelia Mazzia non stesse affatto bene. La nipote, in particolare, ha testimoniato che l'anziana continuava a vomitare e a manifestare una marcata difficoltà respiratoria. Nonostante queste osservazioni, nel referto di dimissione la paziente risultava definita “asintomatica”. A seguito della denuncia, le cartelle cliniche relative al caso sono state prontamente sequestrate dalle autorità.
Una volta rientrata a casa, la donna ha subito un rapido e grave peggioramento delle sue condizioni. I soccorsi sono stati nuovamente allertati alle 23:30; nonostante i tentativi di rianimazione da parte dei sanitari, il decesso è sopraggiunto poco dopo.
La denuncia e gli accertamenti
La denuncia formale è stata presentata ai Carabinieri dalla nipote, Giorgia, la quale ha richiesto un'indagine approfondita per accertare la condotta dei medici e del personale sanitario coinvolto, nonché la legittimità e l'appropriatezza della decisione di dimettere la paziente. Secondo il racconto dei familiari, l'anziana viveva con il marito nella zona di Lambrate. Un dettaglio particolarmente toccante è rappresentato dalle ultime parole che Ofelia Mazzia avrebbe pronunciato alla nipote prima di morire: “Per me hanno sbagliato”, un'affermazione che ora assume un significato cruciale nell'indagine.
In risposta all'accaduto, la Regione Lombardia ha immediatamente attivato un'azione di controllo attraverso Ats Milano. Un'équipe specializzata è stata incaricata di verificare meticolosamente l'intero percorso assistenziale seguito dalla paziente, analizzando le modalità della valutazione clinica effettuata e le circostanze che hanno portato alla successiva dimissione. L'assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha pubblicamente espresso la ferma volontà di fare piena luce sull'intera vicenda, garantendo che ogni aspetto sarà esaminato con la massima attenzione.