Quattro giovani, di età compresa tra i 20 e i 27 anni, sono stati arrestati il 5 ottobre 2026 dai Carabinieri, segnando il culmine di un'articolata indagine coordinata dalla Procura di Ferrara. Le accuse a loro carico sono di rapina pluriaggravata e lesioni personali di rilevante gravità. L'operazione, che ha visto la collaborazione del nucleo investigativo e della compagnia di Ferrara con il supporto dei colleghi di Torino, si è sviluppata con un'ampia attività investigativa estesa tra il Ferrarese e la provincia di Torino, a testimonianza della complessità delle ricerche condotte.
I gravi fatti al centro dell'inchiesta risalgono alla notte del 5 ottobre dell'anno precedente. Un gruppo di malviventi, con il volto coperto per non essere riconosciuto, fece irruzione in un'abitazione isolata situata a Serravalle, una tranquilla frazione di Riva del Po. All'interno della casa, due coniugi ottantenni furono sorpresi nel sonno e vittime di una brutale aggressione: immobilizzati con nastro adesivo, picchiati ripetutamente e minacciati con un coltello per costringerli a rivelare dove nascondessero denaro e gioielli. La violenza si spinse fino a strappare con forza le fedi nuziali dalle dita delle vittime, un gesto di particolare efferatezza, prima che i rapinatori si dessero alla fuga.
La fuga dei banditi e gli accertamenti tecnici decisivi
Le indagini hanno preso avvio da un elemento cruciale: il ritrovamento di una vettura abbandonata lungo il percorso di fuga utilizzato dai banditi. Dopo aver lasciato il veicolo, i componenti del gruppo si sono dileguati attraverso i campi circostanti, cercando di far perdere le proprie tracce. Tuttavia, gli investigatori sono riusciti a ricostruire meticolosamente ogni spostamento dei sospettati. Questo è stato possibile grazie all'incrocio dei dati del sistema GPS dell'auto, che era stata noleggiata, con le immagini acquisite dai numerosi sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio e con un'attenta analisi dei tabulati di traffico telefonico e telematico.
Un lavoro di analisi incrociata che ha permesso di delineare un quadro preciso delle loro mosse e dei loro contatti.
Elementi ritenuti inconfutabili e decisivi per l'identificazione dei responsabili sono emersi anche dagli approfonditi accertamenti scientifici condotti. Sono state infatti rinvenute impronte digitali e tracce di DNA degli indagati su diversi reperti chiave: sugli indumenti da lavoro che erano stati abbandonati all'interno dell'auto, sul nastro adesivo utilizzato per immobilizzare gli anziani coniugi e su altri oggetti presenti a bordo del veicolo. Questi riscontri scientifici hanno fornito prove schiaccianti contro i sospettati. A seguito di tali evidenze, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) di Ferrara ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un totale di sei persone, definite dagli inquirenti come "pendolari del crimine", indicando la loro propensione a commettere reati in diverse aree.
Quattro di questi individui sono stati rintracciati e arrestati nella provincia di Torino, mentre le restanti due persone risultano attualmente ancora attivamente ricercate dalle forze dell'ordine.
Il contesto della sicurezza e le preoccupazioni a Riva del Po
La zona di Riva del Po e le aree limitrofe erano già state oggetto di viva attenzione e di crescenti preoccupazioni in merito alla sicurezza delle abitazioni. Già il 22 agosto 2026, ben prima di questo arresto, il gruppo di minoranza "Uniti per Riva del Po" aveva pubblicamente sollevato la questione dei furti e delle intrusioni nelle case, denunciando una situazione di allarme. La minoranza aveva sottolineato come gli abitanti fossero già attenti e prudenti nell'adottare misure di sicurezza, ma che, nonostante ciò, i ladri riuscissero comunque a penetrare nelle abitazioni forzando gli accessi.
Nel dibattito locale era stata richiamata con insistenza l'attenzione sulla necessità di interventi più incisivi e strutturali da parte delle istituzioni per garantire la tranquillità e la protezione dei residenti, evidenziando una diffusa richiesta di maggiore sicurezza sul territorio.