Circa 200 manifestanti si sono radunati il 15 ottobre 2026 a Bangkok, nei pressi del Queen Sirikit National Convention Center, sede delle riunioni del Fondo monetario internazionale (FMI) e della Banca mondiale. La mobilitazione, promossa dalla Rete popolare contro la Banca mondiale e il Fmi, ha espresso una ferma opposizione alle politiche delle due istituzioni finanziarie globali. Agenti di polizia, muniti di manganelli, hanno bloccato il percorso dei manifestanti lungo Ratchadaphisek Road, impedendo loro di raggiungere direttamente la sede dell’incontro.
Durante il presidio, si è verificato un breve tafferuglio quando alcuni partecipanti hanno esposto striscioni su un cavalcavia pedonale. Questo episodio ha portato alla chiusura di un tratto di Ratchadaphisek Road, proprio di fronte al centro congressi. In seguito a negoziati con le forze dell'ordine, i manifestanti hanno accettato di spostarsi in una zona designata nelle vicinanze del centro congressi, continuando la loro protesta in un'area concordata.
La protesta e gli obiettivi dei manifestanti
Supaporn Malailoy, rappresentante del raduno, ha dichiarato che i manifestanti intendono mantenere il presidio fino a venerdì sera. L'obiettivo è monitorare gli incontri e ribadire la loro opposizione alle politiche del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale.
Dopo il confronto con gli agenti, il gruppo si è quindi concentrato nell’area indicata, mentre la viabilità su Ratchadaphisek Road è rimasta limitata nel tratto antistante la sede delle riunioni internazionali.
Il contesto della mobilitazione globale
Nei giorni precedenti, La Via Campesina, un'alleanza globale di contadini e agricoltori con milioni di aderenti, aveva già annunciato una protesta a Bangkok in concomitanza con gli incontri della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale. L’alleanza aveva presentato sei richieste chiave, tra cui la cancellazione dei debiti per gli agricoltori poveri e i cittadini comuni, un significativo aumento delle entrate pubbliche attraverso maggiori tasse su imprese e patrimoni, e la democratizzazione delle banche centrali. Queste richieste sottolineano la vasta portata delle preoccupazioni sollevate dalla mobilitazione.