Tre operatori socio-sanitari, due uomini e una donna, sono stati interdetti dalla professione su tutto il territorio nazionale. Il provvedimento è scaturito da un'indagine condotta dai Nas di Milano, coordinata dalla Procura di Lodi, su presunti maltrattamenti e abusi ai danni di quattro anziane ospiti di una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) situata in provincia di Milano.

Le condotte contestate si sarebbero verificate durante le attività quotidiane di assistenza, in particolare nei momenti di messa a letto e vestizione delle donne. Le accuse mosse agli operatori includono schiaffi, insulti, derisioni, minacce e gesti violenti, come l'essere afferrate per i capelli.

Per i due operatori di sesso maschile, l'accusa si estende alla violenza sessuale, che sarebbe avvenuta durante le fasi di igiene personale delle vittime. L'indagine si è avvalsa di strumenti investigativi cruciali, quali intercettazioni audio e video, che hanno permesso agli investigatori di ricostruire le gravi condotte contestate all'interno della struttura.

Il provvedimento interdittivo

La misura interdittiva, che ha effetto sull'intero territorio nazionale, colpisce tutti e tre gli operatori socio-sanitari coinvolti. Essa si inserisce nel quadro dell'attività coordinata dalla Procura di Lodi e condotta dai Nas di Milano, che hanno concentrato gli accertamenti sulle condizioni di assistenza delle quattro anziane ospiti nella RSA della provincia milanese.

La posizione dei due uomini si distingue per l'ulteriore e gravissima accusa di violenza sessuale. Le condotte illecite contestate si collocano nel contesto delle mansioni assistenziali svolte quotidianamente nella struttura, con riferimento specifico alle fasi di cura personale delle ospiti. Gli elementi emersi dall'indagine delineano episodi di violenza fisica, offese verbali, derisioni e minacce ripetute nei confronti delle quattro anziane.

I Nas: storia e ruolo

I Nas, acronimo di Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell'Arma dei Carabinieri, furono istituiti il 15 ottobre 1962. La loro prima organizzazione prevedeva la presenza di un ufficiale superiore e quaranta sottufficiali, dislocati in diverse città italiane, tra cui Milano, Padova, Bologna, Roma, Napoli e Palermo.

Successivamente, il reparto ha assunto la denominazione di Comando Carabinieri per la Tutela della Salute.

La struttura del Comando comprende circa novecento unità specializzate, distribuite in tre Gruppi Carabinieri sul territorio. Questo testimonia la loro importanza nelle operazioni di controllo e investigazione nel settore sanitario, garantendo la tutela della salute pubblica.