I disordini che hanno interessato Barcellona nel tardo pomeriggio del 24 ottobre 2026 hanno portato a un bilancio di 128 persone arrestate, di cui 73 minorenni, e 15 agenti delle forze dell’ordine feriti. Gli episodi sono scaturiti da una manifestazione di protesta non autorizzata, nata da iniziative diffuse sui social, che ha visto radunarsi diverse centinaia di giovani nella centralissima Plaza Catalunya, un'area nevralgica e punto di passaggio del trasporto urbano.
La situazione è degenerata quando una parte dei presenti ha iniziato a rovesciare auto e moto parcheggiate e a danneggiare le pensiline degli autobus.
La polizia è intervenuta con decine di agenti antisommossa. Nei momenti di maggiore tensione, circa 600 persone sono state coinvolte. Il bilancio include atti di vandalismo e almeno 14 negozi saccheggiati.
Arresti, feriti e danni nel centro della città
I Mossos d’Esquadra hanno indicato 128 arresti collegati ai disordini attorno a Plaça de Catalunya. Tra i fermati, 122 sono uomini e sei donne; due avevano precedenti per disordini pubblici. Nel corso degli interventi, i vigili del fuoco hanno effettuato 33 uscite per spegnere incendi di elementi urbani, inclusi cassonetti e cestini.
Gli accertamenti amministrativi hanno riguardato il sequestro di armi bianche, spray, passamontagna, materiale pirotecnico, pietre e altri oggetti.
I verbali amministrativi redatti dagli agenti sono stati 68. Nel computo dei danneggiamenti, risultano 23 esercizi vandalizzati, mentre il bilancio iniziale dei saccheggi indicava almeno 14 negozi colpiti nel centro di Barcellona.
La condanna del sindaco Collboni
Il sindaco di Barcellona, Jaume Collboni, ha condannato gli episodi violenti. Nelle dichiarazioni diffuse dopo i disordini, ha affermato che i responsabili «non la passeranno liscia». Ha aggiunto che «ci saranno conseguenze a livello giudiziario e patrimoniale sia per i maggiorenni sia per i genitori dei minorenni» coinvolti.