Due giovani operatrici soccorritrici sono finite nel mirino dell’associazione sanitaria senza scopo di lucro “Nessuno tocchi Ippocrate”, fondata dal dirigente medico Manuel Ruggiero. La denuncia pubblica, diffusa il 26 ottobre 2026, riguarda due selfie pubblicati sui social dalle operatrici. In una delle immagini, una delle soccorritrici mostra il dito medio, mentre nell’altra, la collega tiene in mano banconote disposte a ventaglio.

L’associazione, che si impegna contro le disfunzioni della sanità pubblica, monitora le pagine social degli operatori sanitari per intervenire su comportamenti ritenuti non in linea con la professionalità, la serietà e l’etica richieste.

La contestazione si concentra sull’uso della divisa nelle immagini e sulla rappresentazione delle due soccorritrici. Un commento diffuso sulla pagina Facebook dell’associazione recita: “La nobile arte del ‘soccorso a persona’ in mano a gente simile!”.

La contestazione sull’uso della divisa

Il punto sollevato dall’associazione riguarda il delicato rapporto tra immagine pubblica, ruolo operativo e responsabilità professionale. La denuncia sottolinea come un operatore sanitario debba sempre apparire integerrimo, specialmente quando indossa una divisa associata a un servizio di soccorso. Viene espresso l’auspicio che “una divisa così importante indossata in questo modo non possa e non debba rovinare un’intera categoria di professionisti”.

La vicenda ha suscitato dibattito tra gli addetti ai lavori sui social. Giovanni Pepe ha collegato l’episodio alla necessità di una preparazione adeguata nel soccorso sanitario 118, evidenziando l’importanza di personale qualificato e formato attraverso percorsi specifici. Pepe ha distinto il valore del volontariato dall’attività di emergenza sanitaria, che richiede competenze, preparazione e responsabilità ben precise. La sua posizione include anche il riferimento a un Corpo nazionale di soccorso sanitario composto da personale professionale, con formazione uniforme e standard elevati.