A Trieste, il 9 ottobre 2026, in occasione della Barcolana 58, si è svolta nella mattinata la cerimonia di intitolazione del motoveliero Sentinella Blu a Giuseppe Di Matteo, il bambino tragicamente ucciso dalla mafia dopo 779 giorni di prigionia. L’iniziativa, promossa dalla Lega Navale Italiana, si è tenuta accanto alla sua sede triestina e ha visto la partecipazione di Nicola Di Matteo, fratello di Giuseppe. L’imbarcazione, che era stata confiscata alla criminalità, è stata recuperata dalla Lega Navale Italiana e destinata a importanti attività di educazione alla legalità, inclusione sociale e tutela del mare, rappresentando una delle trenta “barche della legalità” dell’associazione.
Un simbolo di legalità alla Barcolana 58
Il motoveliero Sentinella Blu, in passato impiegato per traffici illeciti, è stato ora destinato a scopi di pubblico interesse. La Lega Navale Italiana ha integrato questa significativa intitolazione nel ricco programma della Barcolana 58, ponendo il motoveliero al centro di numerose iniziative dedicate ai temi della legalità, dell’ambiente, dell’inclusione e della cultura marittima. La cerimonia si è tenuta alle ore 10 presso la sede della Lega Navale Italiana Sezione di Trieste, situata in Molo Fratelli Bandiera 9. Con questa intitolazione a una vittima innocente di mafia, Sentinella Blu si unisce ufficialmente al gruppo delle “barche della legalità”, utilizzate dall’associazione per le sue attività rivolte alla collettività.
Giuseppe Di Matteo, nato a Palermo il 19 gennaio 1981, fu una vittima innocente della violenza mafiosa. Figlio di un pentito di mafia, fu rapito nel 1993 da Cosa Nostra e tenuto in ostaggio per ben 779 giorni. La sua vita fu spezzata tragicamente l’11 gennaio 1996 a San Giuseppe Jato, poco prima del suo quindicesimo compleanno, quando fu assassinato per strangolamento e il suo corpo sciolto nell’acido, su ordine del boss corleonese Giovanni Brusca, all’epoca capo del mandamento di San Giuseppe Jato. La presenza del fratello Nicola Di Matteo ha conferito un profondo significato emotivo alla cerimonia di intitolazione del motoveliero, svoltasi durante gli eventi della Barcolana.
Il viaggio della Sentinella Blu per la scienza e la legalità
Il motoveliero Sentinella Blu, un’imbarcazione in ferro lunga 16 metri, è stato confiscato nel 2024 agli scafisti, sottraendolo così alla criminalità e restituendolo alla collettività per finalità di pubblico interesse. Nel luglio 2026, ha intrapreso la sua prima missione scientifica, partendo da Siracusa e percorrendo la rotta ionico-adriatica. Prima di giungere a Trieste, ha effettuato tappe significative a Crotone, Brindisi, Bari e Ancona. Durante questa navigazione, l’imbarcazione ha svolto trenta rilevamenti e ha ospitato a bordo 93 persone, coinvolte in attività legate alla missione scientifica.