Il 10 ottobre 2026, Bari ha subito estesi disagi per un'intensa pioggia, culminati nell'allagamento della cripta della basilica di San Nicola, luogo sacro custode delle spoglie del patrono del capoluogo pugliese. Il priore padre Giovanni Distante ha divulgato l'episodio tramite immagini sui social. Il ripristino ha richiesto un intervento prolungato, durato "più di quattro ore per riportare tutto alla normalità". Alla bonifica hanno partecipato volontari e fedeli, concentrati su cripta e tomba di San Nicola.
Cause: criticità di Corte del Catapano
Padre Giovanni Distante ha ricondotto l'evento alla situazione idraulica di Corte del Catapano, adiacente alla facciata lato mare della Basilica Pontificia San Nicola. Ha evidenziato un problema strutturale: una rete fognaria mista e l'insufficienza degli scarichi. Questa criticità emerge durante i nubifragi: l'acqua piovana accumulata supera le barriere preventive, invadendo le scale di accesso e raggiungendo la cripta.
Un'analisi aggiuntiva ha rivelato che i tombini nei pressi della basilica non hanno retto la pressione di circa un'ora di pioggia (tra le 6 e le 7 del mattino). L'occlusione di alcuni tombini, sempre dal lato di Corte del Catapano, è stata identificata come causa diretta dell'allagamento della cripta del santo di Mira.
Questa zona riceve un notevole afflusso di acqua piovana dalle strade limitrofe, allagando anche negozi, scantinati e bed and breakfast.
Disagi diffusi: sottopassaggi cittadini
L'ondata di maltempo ha causato disagi anche in altre zone di Bari, con significative criticità per il traffico in diversi sottopassaggi cittadini per l'accumulo d'acqua.