Il 14 ottobre 2026 è stato ufficialmente presentato a Potenza il progetto sperimentale “Custodi di Bene”, un’iniziativa innovativa dedicata alla formazione delle persone detenute. L’obiettivo primario è quello di fornire competenze fondamentali sui temi della prevenzione, della sicurezza e della protezione civile, promuovendo al contempo percorsi di responsabilità, inclusione e reinserimento sociale.

L’iniziativa, che si inserisce nel più ampio contesto della Settimana Nazionale della Protezione Civile, è frutto di una sinergia istituzionale di rilievo.

È promossa congiuntamente dalla Protezione Civile della Regione Basilicata, dall’Ufficio della Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale e dal Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria Puglia-Basilicata. La presentazione si è tenuta nella Sala Inguscio della Regione Basilicata, a Potenza, alle ore 11, e ha visto la sottoscrizione di un Accordo di collaborazione che darà il via alla fase sperimentale negli istituti penitenziari coinvolti.

Il coinvolgimento di tre case circondariali in Basilicata

La fase pilota del progetto “Custodi di Bene” interesserà specificamente tre importanti case circondariali della Basilicata: quelle di Potenza, Matera e Melfi.

All’interno di questi istituti, verranno attivati percorsi formativi mirati, concepiti per approfondire la conoscenza dei rischi, le strategie di prevenzione e i comportamenti più efficaci da adottare in situazioni di emergenza. Questo approccio innovativo mira a creare un ponte tra il sistema di gestione delle emergenze e quello penitenziario, offrendo alle persone detenute concrete occasioni di apprendimento e di assunzione di responsabilità.

Il progetto si configura come un quadro istituzionale solido, che vede la collaborazione attiva tra l’amministrazione regionale, l’Ufficio della Garante e l’amministrazione penitenziaria. Tale sinergia è fondamentale per garantire l’efficacia e la sostenibilità delle attività proposte, che puntano a un duplice risultato: da un lato, rafforzare le capacità di risposta del territorio in caso di necessità; dall’altro, offrire ai detenuti strumenti concreti per il loro futuro reinserimento nella società, trasformando il periodo di detenzione in un’opportunità di crescita personale e civica.

Formazione, prevenzione e sicurezza: un nuovo orizzonte negli istituti penitenziari

La Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Tiziana Silletti, ha sottolineato l’importanza della rete istituzionale che sostiene “Custodi di Bene” e il coinvolgimento diretto delle tre case circondariali. La Garante ha evidenziato come l’iniziativa vada ben oltre la semplice trasmissione di nozioni tecniche di protezione civile e sicurezza. L’obiettivo è, infatti, quello di formare persone detenute che possano realmente contribuire al bene comune, acquisendo un senso di appartenenza e utilità sociale.

«La pena non può essere soltanto il tempo della privazione, ma deve diventare anche il tempo della possibilità», ha affermato la Garante Silletti, esprimendo la visione profonda che anima il progetto.

Questa prospettiva mira a trasformare il periodo di detenzione in un’occasione per acquisire nuove competenze, assumere maggiori responsabilità e riscoprire il proprio ruolo all’interno della comunità, favorendo così un reinserimento sociale più consapevole e attivo.

Anche l’assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità, Pasquale Pepe, ha rimarcato il valore strategico dell’iniziativa. Egli ha collegato il progetto a due obiettivi fondamentali: «rafforzare la cultura di». Sebbene la dichiarazione sia stata riportata in forma incompleta, essa evidenzia chiaramente l’intento di promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della protezione civile e, allo stesso tempo, di offrire concrete opportunità di crescita e formazione alle persone detenute, contribuendo a un loro percorso di responsabilizzazione e riabilitazione.