In Calabria, la protesta contro il caro carburanti e i costi d'impresa si è estesa ai pescatori. Il 14 ottobre 2026, un sit-in sulla Statale 106, a Corigliano-Rossano, ha riunito pescatori, agricoltori e allevatori. Il presidio ha evidenziato come il prezzo del gasolio sia ormai insostenibile per le attività produttive.

Il comparto della pesca ha espresso forte allarme. Un manifestante ha spiegato che il carburante ha bloccato molte imbarcazioni. Il costo del gasolio per i pescatori è triplicato, incidendo per l'80% sui bilanci. Pescherecci restano ormeggiati, impossibilitati a mantenere il ritmo ordinario del lavoro a causa delle spese.

Le Richieste

Mario Oliveto, agricoltore e allevatore di Corigliano-Rossano, ha partecipato al sit-in. Ha chiesto al governo attenzione per i presidi, ricordando i quindici giorni di sacrifici dei manifestanti, esposti a freddo, vento e pioggia in Calabria, Puglia, Sicilia e altrove. La richiesta è di interventi rapidi sui costi e accordi con Paesi produttori per petrolio a prezzi calmierati.

Oliveto ha chiarito che la mobilitazione non è belligeranza, ma una reazione alle difficoltà quotidiane che affliggono agricoltori e famiglie. "La guerra la stanno facendo a noi agricoltori e famiglie," ha dichiarato. La protesta, incentrata sul prezzo dei carburanti, include l'aumento delle spese per agricoltura, zootecnia e pesca.

Il Presidio sulla Statale 106

Il presidio si è svolto sulla Statale 106 Jonica, a Corigliano-Rossano, in contrada Santa Lucia, nei pressi di una rotatoria. L'iniziativa, nonostante una partecipazione contenuta, ha provocato rallentamenti al traffico. Le forze dell'ordine erano presenti per garantire l'ordine pubblico.