Un vasto blitz anti 'ndrangheta è stato condotto il 28 ottobre 2026 a Corigliano-Rossano, portando all'esecuzione di 41 misure cautelari. L'operazione, coordinata dai carabinieri del Ros e dal Comando provinciale di Cosenza, ha visto l'arresto di numerose persone, tra cui spicca Flavio Stasi, l'attuale sindaco di centrosinistra del Comune di Corigliano-Rossano, posto agli arresti domiciliari.
Le misure cautelari disposte dal Gip di Catanzaro, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda), si sono suddivise in 24 custodie in carcere e 17 arresti domiciliari.
Tra i destinatari di quest'ultima misura figura, come detto, il primo cittadino di Corigliano-Rossano, coinvolto nell'inchiesta che scuote la politica locale e regionale.
Le Accuse e il Provvedimento Giudiziario
Il provvedimento emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) di Catanzaro ipotizza, a vario titolo, una serie di gravi reati. Tra le contestazioni principali figurano l'associazione mafiosa, l'omicidio, la detenzione e il porto di armi, l'estorsione, la rapina e il furto. L'indagine tocca anche aspetti legati all'economia illegale, con accuse di intestazione fittizia di beni.
Il quadro accusatorio si estende ulteriormente, includendo la procurata inosservanza di pena e il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Un aspetto di particolare rilevanza è l'ipotesi di patto elettorale politico-mafioso, che getta un'ombra sulle dinamiche di potere locali. Tutte le ipotesi di reato sono aggravate dall'applicazione del metodo mafioso o dalla finalità di agevolare l'attività di associazioni mafiose, come specificato nell'atto giudiziario.
Il Ruolo di Corigliano-Rossano nell'Indagine
Il Comune di Corigliano-Rossano si trova al centro dell'attenzione mediatica e giudiziaria a seguito di questa imponente operazione. La presenza del sindaco Flavio Stasi tra gli indagati ai domiciliari evidenzia la portata dell'inchiesta, che tocca direttamente le istituzioni locali. La sua posizione di amministratore di centrosinistra è un elemento sottolineato nel contesto delle contestazioni.
L'operazione è il risultato di un'attività investigativa congiunta condotta dai carabinieri del Ros, reparto d'élite dell'Arma, e dal Comando provinciale di Cosenza. L'azione congiunta delle forze dell'ordine, su impulso della Dda, mira a smantellare le strutture criminali della 'ndrangheta e a fare luce su presunte collusioni con il mondo politico e istituzionale della regione.
Le contestazioni indicate nel provvedimento coprono un ampio spettro di illeciti, dai reati contro la persona e il patrimonio fino a quelli che minano l'amministrazione della giustizia. L'elenco dettagliato delle accuse, che include associazione mafiosa, omicidio, detenzione di armi, estorsione, rapina, furto e intestazione fittizia di beni, delinea un quadro complesso e preoccupante delle infiltrazioni criminali nel territorio calabrese.